Montella, l’autodichiarazione podolica che sta diventando virale.

MONTELLA – Il nostro inviato ci ha fornito questo preziosissimo documento che testimonia l’attività incessante degli irpini nonostante i tempi duri. L’autodichiarazione sarebbe stata scritta a Montella, rispetto massimo visto che spesso, in città, la gente sta andando in giro per fare semplicemente quattro passi con il cane.

“Non si fittano case ai settentrionali”, il cartello apparso a Montella (AV).

LA NEMESI STORICA – In Irpinia bandita la polenta e il gorgonzola. Basta con i risottini. Gli irpini iniziano a non fittare più case ai profughi del nord Italia che in queste ore si stanno affollando di fronte alla villa del Grande G per chiedere la grazia, la cittadinanza terrona e lu postu.

La proverbiale ospitalità irpina questa volta è stata clamorosamente smentita: niente più spazio per i padani che ci rubano il lavoro e che ci portano l’aria inquinata della Padania.

Lanciamo un appello affinché gli irpini abbiano il buon cuore di perdonare i padani che ci hanno schifati e scacciati per 150 anni. Fittate le case ai poveri padani.

Si aggiunge il caso del nostro inviato a Bologna, dove tutti i fighettini e i figli i papà d’Italia vanno a fare gli artisti senza lavorare: anche lì, dove i meridionali non riescono più a trovare casa da circa vent’anni e sono costretti ad abitare in cantine e garage di 3 metri quadri a 800 euro al mese, c’è una generale fuga verso il sud e i rinomati cessi bolognesi tradizionalmente fittati come se fossero la reggia di Versailles vengono di colpo non richiesti più da nessuno.

Leonarda, la serial killer di Montella (VIDEO)

Moriva oggi una donna irpina che sarebbe rimasta tristemente nella storia.
Nata a Montella nel 1894, Leonarda Cianciulli è più nota come “la saponificatrice di Correggio”, per i numerosi omicidi compiuti in Emilia e soprattutto per la modalità di saponificazione dei cadaveri. Fu probabilmente la prima serial killer donna. Ebbe un’infanzia profondamente infelice in cui soffrì di epilessia, successivamente tentò numerose volte il suicidio. In seguito a vari crimini avvenuti tra l’Alta Irpinia e la Lucania fu dichiarata parzialmente insana di mente. Maledetta dalla madre dopo il suo matrimonio abortì tre volte e fu segnata profondamente da questi episodi.

Si legge nel suo diario, “Confessioni di un’anima amareggiata”:

« Cercai due volte di impiccarmi; una volta arrivarono in tempo a salvarmi e l’altra si spezzò la fune. La mamma mi fece capire che le dispiaceva di rivedermi viva. Una volta ingoiai due stecche del suo busto, sempre con l’intenzione di morire e mangiai dei cocci di vetro: non accadde nulla. »

Traferitasi a Correggio, aderì al Partito Fascista, e, approfittandosi del fatto di essere benvoluta in paese, attirò tre donne nella sua trappola, invitandole a tenere conversazioni a casa sua doveva gli offriva dei dolciumi.

Dopo averle ammazzate con un’ascia le tre donne finirono per essere bollite. Si legge ancora nel suo diario:
« Finì nel pentolone, come le altre due (…); ma la sua carne era grassa e bianca: quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose ».

Oltre alle saponette sappiamo anche che utilizzava il sangue delle vittime nella preparazione di biscotti e pasticcini, probabilmente quelli che offriva alle amiche.

“Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comperato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno, lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, e mescolai il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io”.

Numerose le rappresentazioni teatrali in tutta Italia per quella che fu probabilmente la prima serial killer donna nostrana dai risvolti psicologici inquietanti. Dalle parti di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, tutti conoscono questa storia perché gliel’hanno raccontata in famiglia. Se ne parla anche nel primo libro di Luciano Ligabue, “Fuori e dentro il borgo”(1997) da cui fu tratto il film “Radiofreccia”.  Un film del 1977, “Gran bollito”, ripercorre invece in maniera magistrale le azioni criminose di Leonarda (interpretata dalla bravissima Shelly Winters)  sul finire degli anni ’30. Un film particolare e affascinante, dal registro grottesco, indubbiamente unico. Nel febbraio 2011 l’irpina Rosaria Cianciulli ha portato al Festival di Cannes un ottimo cortometraggio intitolato “Leonarda” che narra la complessa storia psicologica della saponificatrice.

Quando fu catturata, nel 1946, davanti a magistrati e avvocati, in soli dieci minuti sezionò il cadavere di un vagabondo morto in ospedale e procedette con le tecniche di saponificazione.

Morì nel manicomio di Pozzuoli, il 15 ottobre 1970, stroncata da apoplessia cerebrale.

Ancora oggi, in criminologia, continua ad essere un caso molto studiato.


Irpinia lavori in corso 1980-2015

Anche quest’anno “fa caldo come quando tremò”.

Tutti gli anni.

Ma oggi fa molto freddo e piove. Che cosa dovremmo celebrare oggi? C’è il ricordo dei morti e null’altro, ciò che è rimasto è ben poco. 35 anni dopo il terremoto è rimasto l’anniversario. La suggestione dei numeri.

Rimangono i cantieri e più ne aprono più questo posto fa schifo. Si costruiscono muri finto antichi con l’intenzione di rifarli da capo tra cinque anni.

Rimangono i non luoghi. I mostri e gli ecomostri. Le ditte edili.

Rimane l’Ofantina, la statale aperta e mai completata davvero.

Rimangono le aree industriali in malora. Esperimenti fallimentari. Rimane qualche vecchia barca fabbricata in montagna e qualche automobile Iato. Rimangono i rifiuti tossici.

Rimane la nebbia.

Rimane un paese come Lioni, finto e senza anima, del tutto simile a quello del Truman Show, un paese di cartone.

Rimane Morra col castello rifatto e la statua di De Sanctis che guarda il nulla e la depressione.

Rimane Chiusano con l’insegna hollywoodiana e un paese di balordi da bancone. Rimane San Mango sventrata.

Rimane Conza post atomica, spazzata via, nella palude.

Rimane Nusco con i suoi viscidi insolenti abitanti, tra chi aspetta il posto fisso e chi l’ha avuto e passa il tempo a ricordare i “fasti demitiani”.

Rimane Sant’Angelo con gli uffici chiusi.

Rimane Ariano che guarda la Puglia. Rimangono le pale eoliche.

Rimane Bisaccia con la chiesa a forma di astronave.

Rimane Caposele conficcata in un burrone e un santuario simile ad un centro commerciale.

Rimangono Montella e Bagnoli con le castagne cinesi.

Rimangono poche vacche.

Rimane Avellino che non è il capoluogo di niente.

Rimane Calitri che aspetta di sponzarsi 355 giorni all’anno.

Rimane Cairano, con la rupe e il bar sotto alla rupe.

Rimane chi sta pensando di buttarsi dal balcone.

Rimangono articoli di giornale che riportano costantemente tutto l’anno anche una normale scossa 1.1 non avvertita nemmeno dalle formiche.

Rimane che siamo tutti in paranoia e oggi lo è davvero tutta l’Italia e tutta l’Europa. In Irpinia lo si è sempre stati almeno a partire dal 1980, ma credo anche prima. Qui si confondono i cataclismi con le tragedie programmate.

Rimane questo. E poi rimango io.

 


La Guida del Gambero Sbronzo 2020 (i migliori bar d’Irpinia )

La lista è stata stilata tenendo conto di dove ci si può adagiare meglio nell’arte del bere Peroni, giocare a carte, parlare male del sindaco, passare il tempo. La lista è in ordine alfabetico, l’immagine di copertina è del barista numero 1 in Irpinia, ultimo reduce della vera vecchia guardia: Ngiulino Arace del Bar Arace di Cairano, aperto dall’ottobre del 1972.

  • Bar Albachiara – Conza della Campania (ofantina bis) 
  • Bar Baraonda – Teora 
  • Bar Bicchirino Valle Ufita – Carife 
  • Blues Bar – Vallata
  • Bar Bolivar – Montemarano, ss Ofantina
  • Bar Caffè Hausbrandt Soriano Carburanti – Lioni
  • Bar Cancelliere  – Pagliara di Frigento
  • Bar Centrale – Aquilonia
  • Bar Centrale – Casalbore
  • Bar Centrale – Cassano Irpino
  • Bar Centrale – Melito Irpino
  • Bar Centro Storico – Taurasi
  • Bar Dello Sport – Venticano
  • Bar Cocca le Rose 76 – Ariano Irpino
  • Bar Follo (da Celardina) – Castelvetere sul Calore
  • Bar Gallo – Andretta (località Mattinella)
  • Bar Gerry – Materdomini
  • Bar Green Club – Chiusano di San Domenico
  • Bar Happy Hour Caffè – Grottaminarda
  • Bar H (ex David One) – San Nicola Baronia
  • Bar Irpinia – Ariano Irpino
  • Bar L’Angelo – Conza della Campania
  • Bar La Capsula – Sant’Andrea di Conza
  • Bar La Controra – Montella
  • Bar La Cungrea – Carife
  • Bar La Fenice – Bivio di Nusco
  • Bar La Pergola – Nusco, contrada Ofanto
  • Bar La Preola Pizzeria dal 1982 – Morra De Sanctis
  • Bar La Villa Nova – Nusco
  • Bar “Mario” Follino – Pietradefusi, fraz. Dentecane
  • Bar Mini Market Arace (‘Ngiulino) – Cairano
  • Bar New Generation – Chiusano di San Domenico
  • Bar Novecento – Gesualdo
  • Bar Perillo – Contrada Vallicelli, Castelfranci
  • Bar Piccolo – Montemiletto
  • Bar Poldo’s – Calitri
  • Bar Repsol – Villamaina
  • Bar Ristorante Di Benedetto (da Ciccillo) – Andretta
  • Bar Ristorante Il Cacciatore – Guardia dei Lombardi
  • Bar Roma – Bagnoli Irpino
  • Bar Roma – Ponteromito
  • Bar Royal – Ariano Irpino
  • Bar Romano – Montella
  • Sara Bar – Montaguto
  • Bar Sessanta Trattoria – Flumeri
  • Bar Snack – Ponteromito
  • Bar Sport (sopra al campo sportivo) – Cassano Irpino
  • Bar Sport – Fontanarosa
  • Bar Tabacchi 1094 – Trevico
  • Bar Terminio – Volturara Irpina
  • Bar Tony – Quaglietta
  • Bar Zarrillo – Senerchia
  • Bar Zetaquadro – Zungoli

Bar chiusi o che hanno subito un drastico cambiamento:

  • Bar Salerno – Torella dei Lombardi
  • Bar Centrale – Castel Baronia
  • Bar da Alfredo – Sant’Andrea di Conza
  • Bar Diga – Conza della Campania
  • Bar Lo Chalet – Trevico
  • Bar Lucci – Montella

GALLERIA FOTOGRAFICA STORICA:

Contrada Ofanto, Nusco

Bar Alimentari La Pergola – Nusco (via Ofanto)

(da Ngiulino) Cairano

Bar Da Ngiulino – Cairano

ciccillo

viniciobar

guida

Bar Da Ciccillo  – Andretta

 

Bar La Controra, Montella

Bar La Controra – Montella

 

Bar Salerno .- Torella dei Lombardi

Torella dei Lombardi (ex bar Salerno)

Bar Bolivar, Montemarano

Bar Bolivar – Montemarano

Bar anonimo - Castel Baronia

Bar Centrale – Castel Baronia

Bar ristorante Il Cacciatore - Guardia dei Lombardi

Bar Il Cacciatore – Guardia Lombardi

Bar Lucci, Montella

Bar Lucci – Montella

Conza della Campania, Italia.

Bar Albachiara – Conza della Campania

murale

Bar Sport – Cassano Irpino

 

quaglietta

Bar Tony – Quaglietta

 

barfontanarosa

Bar Sport – Fontanarosa

 

Bar Baraonda – Teora
Bar Pizzeria La Preola, dal 1982 – Morra de Sanctis
Bar da Alfredo – Sant’Andrea di Conza
Green Club – Chiusano di San Domenico
Blues Bar – Vallata
Bar Luigella – Grottaminarda
Bar Gallo – Mattinella
Bar La Capsula – Sant’Andrea di Conza
Bar Follo – Castelvetere sul Calore
Bar H (ex DavidOne) – San Nicola Baronia
Bar Lo Chalet – Trevico
Bar Centro Storico – Taurasi