Ponzio Pilato era irpino, originario di Mirabella Eclano (AV).

“Buongiorno padre Mario! Grazie per aver accettato questa breve intervista.. Dunque.. lei di dove è originario? Dove ha la sua parrocchia? Del paese di Ponzio Pilato, di Aeclanum (Mirabella Eclano), provincia di Avellino. Io non ho parrocchia, sono parroco dell’Italia.. sono vice parroco di Lioni, sempre nella stessa provincia.. Ma entriamo subito nel merito dell’intervista…”

Questa è la rivelazione che si legge su https://www.pinterest.it/pin/767230486493275129/.

Il proverbiale gendrismo di Ponzio Pilato non poteva che avere radici irpine, in pratica un antesignano del Grande G e della Democrazia Cristiana. L’Irpinia si conferma terra di emigranti celebri.

Domani sera l’intervista esclusiva a Zì Vicienzo “La Mummia” di Bonito su Kazzenger – ITALIA 1

L’Irpinia continua a sfornare misteri inquietanti. Dopo il mistero dei cadaveri ambulanti arriva il mistero delle mummie. Non bastava la più nota Mummia Millenaria di Nusco, ne è stata trovata un’altra a Bonito, si chiama ZI VICIENZO e sarà intervistato domani sera da GIACOBBO su Italia 1 per la trasmissione KAZZENGER.

“Va bene, confesso, sono di Bagnoli Irpino”, la rivelazione di Jake Angeli, l’irpo-americano.

Il sospetto aleggiava già da ieri sera, la puzza di caso squagliato si sentiva a 8mila km di distanza. E infatti, Jake Angeli (all’anagrafe Giacchino r’Angiulone) ha fatto coming out. “Sono un uomo podolico per la difesa delle vacche e de re mondagne noste, mio padre è di Bagnoli, mamma è di Cassano Irpino” queste le sue dichiarazioni alle CNN.

Covid, De Luca: “Grazie a me la Campania sembra l’Islanda, siamo i primi al mondo”.

“La Campania è la regione più virtuosa del mondo, quella che ha affrontato meglio la crisi del Covid in tutto il sistema solare”.

Queste le parole del du…ehm, del Presidente Vincenzo De Luca.

“Sembriamo l’Islanda, stiamo solo lavorando sui geyser di Rocca San Felice, ancora non somigliano al 100% a quelli scandinavi”.

GRAZIE PRESIDENTE E BUON LAVORO!

“Il Grande G si è vaccinato stamattina al Moscati”, la testimonianza di un’infermiera.

“Stamattina di buonora tre auto blu hanno fatto ingresso nel parcheggio dell’ospedale Moscati di Avellino, nella macchina al centro c’era il Grande G”.

Ha fatto molto discutere la vaccinazione di Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, ma non sarebbe stato il solo. Secondo la testimonianza di una infermiera di cui non possiamo rivelare il nome, questa mattina Il Grande G sarebbe partito da Nusco con tre auto blu e sarebbe andato a ritirare la sua personale dose di vaccino.

La cosa non sarebbe passata inosservata, infatti, parte del personale sanitario avrebbe manifestato contro il privilegio riservato al sindaco di Nusco.

Ricordiamo che le prime dosi arrivate negli ospedali erano destinate solo ai medici e al personale sanitario ma, per ironia della sorte, pare che proprio i politici vogliano essere a tutti i costi i primi a vaccinarsi, mentre il popolino webete dei social continua a ripetere che il vaccino va testato sui politici, per punirli.

Si avvera la profezia di Bugo: “Morgan può suonare soltanto ad Avellino”.

AVELLINO – Si ritorna a parlare a sproposito del capoluogo irpino: tornano Sandra e Raimondo, Bugo e Morgan.

Morgan, escluso dal festival di Sanremo, suonerà ad Avellino a Capodanno per un pubblico limitatissimo, ovviamente, e in streaming. Bugo invece trionfa acclamato dalla critica.

La profezia di Bugo, ricordiamo, “Morgan, puoi suonare soltanto ad Avellino”, che costò ai due cantanti la squalifica, si è avverata e adesso, davvero, nessuno può aggiungere altro. Nemmeno il Sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che lo scorso febbraio pretese le scuse dal cantante Bugo per aver offeso l’immagine di Avellino.

LINK ALLA NOTIZIA DELLA PROFANAZIONE DI AVELLINO: https://www.agi.it/spettacolo/televisione/morgan_bugo_bufala_sindaco_avellino-7038783/news/2020-02-09/

Grottaminarda, trovato un giovane senza marijuana. Parte l’inchiesta.

L’incredibile evento è avvenuto a Grottaminarda. Il giovane ( N,D, 21 anni) avrebbe confessato di non possedere nemmeno un grammo di marijuana. Agli occhi sbalorditi delle forze dell’ordine il giovane ha replicato mostrando un pacchetto di sigarette: “E’ tutto ciò che ho”. Allertato il GIP di Potenza, è partita l’inchiesta per fare chiarezza su questa opaca vicenda.

Che fine ha fatto la pantera? Storia di una paranoia dimenticata (forse).

È dal 1988, da quando Ciriaco De Mita era Presidente del Consiglio e i Rolling Stones annunciavano per la prima volta di una lunga serie il loro ultimo tour mondiale, che sui monti dell’Appennino meridionale, da Foggia a Salerno, si avvistano feroci belve esotiche intorno ai centri abitati.

Con il primo lockdown (dato che ci stiamo preparando al secondo) il pensiero era letteralmente fuggito via dalla paranoia del temibile felino tra Baiano e Calitri, niente di più lontano attraversava le nostre menti ed ecco, che proprio lì, il genio della stampa irpina ha avuto l’intuizione dell’anno: “Avvistiamo la pantera ora! La gente la prenderà più sul serio perché penserà di essere vittima di una specie di maledizione! L’anno sfortunato! L’apocalisse!”

“Si si siiii! E il terremoto! Iniziamo a pubblicare scosse di 2 gradi Richter!”

“Esatto. E così fottiamo il SEO, fottiamo i concorrenti e adsense vola!”

“Genio”.

È andata più o meno così qualche mese fa. Ma ora, mi chiedo, dopo l’estate dei bagni a mare senza nessun ritegno a fotografarsi i culi in massa con la massa e per la massa sui social, cosa diamine stanno aspettando a far uscire la pantera? Probabilmente stanno aspettando il secondo lockdown. Sommare le tragedie rende le cose già più credibili. Una volta che hai creduto -perché è vero- alla tragedia vera, è più facile raccontartene altre e convincerti perché sei più vulnerabile.

Ma se le tragedie stavolta diventassero tre? Capolavoro. Ci mettiamo in mezzo pure l’anniversario dei 40 anni del terremoto dell’Irpinia e la ciliegina sulla torta è servita.

Chi cazzo se ne fotte dei cassintegrati non pagati, degli insegnanti precari ammalati che continuano a lavorare in classe coi bambini, delle partita IVA ridotte al cappio, degli operai crocifissi e degli impiegati sepolti vivi in casa con le riunioni fino a mezzanotte!

LA PANTERA è la soluzione. E come condimento il terremoto.

Così sopravviveremo e ci dimenticheremo del Covid. Dovremmo soltanto ringraziarli i nostri mezzi di informazione.

“E levati sta mascherina”: il negazionismo in salsa podolica.

A chi non è capitato di andare a fare la spesa o di andare la mattina alla Posta e di sentirsi dire dal buontempone nullafacente passeggiante per le vie del borgo la fatidica frase che denota disagio psichico e ignoranza?

“E levati sta mascherina!” ridendo e sbeffeggiando i passanti, è diventata l’abitudine dell’uomo podolico irpino ai tempi del Covid. “Ma io non dico che non esiste il Covid, dico che qua non ci sta”. Insomma “non ge n’è Coviddi ngimma a re mmondagne noste”. Poco importa se poi mostrate loro i dati dell’epidemia che avanza in tutta l’Alta Irpinia, da Conza a Montella, la risposta sarà “Tu ti guardi troppa televisione, tu ti leggi troppi giornali. Guarda me: io sono informato, ascolto soltanto le info di un canale YouTube e di un sito pirata”.

La comicità dell’uomo podolico prosegue di rimbalzo ai loro condottieri: il generale Pappalardo, Massimo Boldi e Enrico Montesano, tre comici falliti (confesso tuttavia che gli ultimi due sono riusciti finalmente a farmi ridere con le loro esternazioni convintamente negazioniste). “Ma anche la politica ormai sta aprendo gli occhi” potrebbero ribattere, ed è vero: Forza Nuova e i neonazisti tutti si stanno schierando con l’uso della mascherine le quali provocherebbero “gravi danni respiratori all’uomo podolico”.

L’uomo podolico – lo ricordiamo per chi frequenta da poco il nostro sito – è l’uomo a guida di vacca, il vitello pascolante per le vie del villaggio che mette in mostra con prepotenza la propria panza ed ha una semplice e banale per tutto. “Io preferisco farmi ammazzare piuttosto che prendermi il vaccino”. Non è stato ancora trovato un vaccino ma è già un siero letale secondo l’Uomo Podolico (da ora in poi U.P.).

Un giorno però presi coraggio e mi dissi: “Stavolta convincerò l’U.P. che il covid è presente qui ed è pericoloso e le mascherine non sono dannose”.

“Senti, U.P. , un paio di domande: se le mascherine chirurgiche ci ammazzano essendo dannose, come mai tutti i dentisti e tutti i chirurghi non sono morti già tanti anni fa?”

A questo punto l’uomo podolico diventa violento.

“Sei un venduto! Accetti la dittatura sanitaria! Ci vorrebbe il Duce per mettere fine a questa dittatura sanitaria!”

“Ma lo sai che un mio amico è morto di Covid? Ma di quale dittatura stai parlando?”

“Non è morto! È quello che vogliono farti credere. Ti credi che sei laureato e puoi offendere???”

“Ma io non ti sto offendendo”.

“Io ti ammazzo. Levati sta mascherina”.

Andò a finire con un’altra minaccia di morte urlata in piazza e con U.P. che si dileguava blaterando. E io pensavo: “Deve essere davvero un omino fragile -nonostante la stazza- e spaventato a morte al punto da crearsi una realtà paranoica alternativa, più rassicurante di quella attuale. Bisogna provar pena per loro e aiutarli”.