Che fine ha fatto la pantera? Storia di una paranoia dimenticata (forse).

È dal 1988, da quando Ciriaco De Mita era Presidente del Consiglio e i Rolling Stones annunciavano per la prima volta di una lunga serie il loro ultimo tour mondiale, che sui monti dell’Appennino meridionale, da Foggia a Salerno, si avvistano feroci belve esotiche intorno ai centri abitati.

Con il primo lockdown (dato che ci stiamo preparando al secondo) il pensiero era letteralmente fuggito via dalla paranoia del temibile felino tra Baiano e Calitri, niente di più lontano attraversava le nostre menti ed ecco, che proprio lì, il genio della stampa irpina ha avuto l’intuizione dell’anno: “Avvistiamo la pantera ora! La gente la prenderà più sul serio perché penserà di essere vittima di una specie di maledizione! L’anno sfortunato! L’apocalisse!”

“Si si siiii! E il terremoto! Iniziamo a pubblicare scosse di 2 gradi Richter!”

“Esatto. E così fottiamo il SEO, fottiamo i concorrenti e adsense vola!”

“Genio”.

È andata più o meno così qualche mese fa. Ma ora, mi chiedo, dopo l’estate dei bagni a mare senza nessun ritegno a fotografarsi i culi in massa con la massa e per la massa sui social, cosa diamine stanno aspettando a far uscire la pantera? Probabilmente stanno aspettando il secondo lockdown. Sommare le tragedie rende le cose già più credibili. Una volta che hai creduto -perché è vero- alla tragedia vera, è più facile raccontartene altre e convincerti perché sei più vulnerabile.

Ma se le tragedie stavolta diventassero tre? Capolavoro. Ci mettiamo in mezzo pure l’anniversario dei 40 anni del terremoto dell’Irpinia e la ciliegina sulla torta è servita.

Chi cazzo se ne fotte dei cassintegrati non pagati, degli insegnanti precari ammalati che continuano a lavorare in classe coi bambini, delle partita IVA ridotte al cappio, degli operai crocifissi e degli impiegati sepolti vivi in casa con le riunioni fino a mezzanotte!

LA PANTERA è la soluzione. E come condimento il terremoto.

Così sopravviveremo e ci dimenticheremo del Covid. Dovremmo soltanto ringraziarli i nostri mezzi di informazione.

TUTTO VERO! La 5G è stata già sperimentata a Nusco. Ecco cosa non ci dicono.

Qualcuno sostiene addirittura che 5G significhi 5 volte Giriago: una moltiplicazione del nostro capo che avrebbe così finalmente acquisito il dono dell’ubiquità.

Secondo altri, invece, 5G starebbe a significare “5 stelle Gombloddo”.

Fatto sta che il nostro inviato, Peppo ri lu bivio, laureato con 110 e lode all’Università della Vita, ha individuato gli effetti nefasti della tecnologia che secondo i più grandi studiosi avrebbe causato la pandemia.

La storia infinita, film ambientato a Nusco

Il celebre film fantastico del 1984 tratto dal romanzo di Michael Ende ha tutti i connotati per essere stato girato a Nusco, a parte il finale.

Da bambini tutti abbiamo sorriso pensando al drago volante che ci avrebbe salvato, peccato che a Nusco invece il film si sia fermato alla scena della “palude della tristezza”, quando il cavallo Artax muore inghiottito dalle sabbie mobili e Atreju (il nome è stato rubato da Fratelli d’Italia ma in questo contesto non c’entra un cazzo) piange dalla disperazione. Si era recato a trovare Morla, la tartaruga millenaria, in cerca di un posto di lavoro. Morla, che stava lì da tremila anni, non poteva offrirgli più niente e invita il giovane a rinunciare, a rassegnarsi al suo triste destino. Il Nulla infatti, rappresentato dal Capitano, incombe su tutte le terre, anche nelle terre di mezzo e non c’è più scampo.

È in questo esatto momento che si interrompe il parallelismo con Nusco. Il film irpino finisce con la faccia da cazzo di Atreju che guarda le profonde rughe di Morla calmo e beffardo.


Da Nusco alle Ande, Giriago sei grande

Garibaldi l’eroe dei due mondi, Che Guevara il rivoluzionario comunista. Ciriaco De Mita il profeta della dottrina cattolica adattata al capitalismo sulle orme di Don Sturzo.

Il pericolo comunista era in agguato in tutto l’occidente non ancora conquistato dal Patto Atlantico. La sua diffusione era così capillare che la voce arrivò persino in ogni singolo paese e frazione dell’entroterra dell’Italia meridionale, lì dove negli anni ’50 la lotta dipinta da Guareschi tra il sindaco comunista Peppone e il parroco democristiano Don Camillo era ridotta però a un’egemonia incontrastate del secondo. Secondo una famosa canzone di Gaber “Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia”, invece da quelle parti “nessuno era comunista perché era nato in Irpinia”. Era l’epoca in cui veniva sconfitto Fiorentino Sullo e saliva al trono Ciriaco De Mita, e con lui Biagio Agnese diventava direttore della RAI, la P2 era viva e vegeta come non mai. Era l’epoca del divino Giulio, Belzebù, delle stragi e dei posti fissi. La spettacolare prima repubblica. Era un’altra era, era tutto più semplici e anche la gente era più vera.

Si votava in maniera molto semplice, quasi automatica, “croce sopra a croce” e non ci pensavi più. Era l’epoca dei “comunisti drogati che facevano le orge” e qualcuno di loro aggiungeva “magari!”, perché da che mondo è mondo il comunista lavora tanto e tromba tanto poco (lo ricordava anche il grande Carlo Monni in una sua poesia). Era l’epoca in cui l’Italia era come il mio quartiere, dove la Democrazia Cristiana prendeva il 96% e il Partito Comunista il 4%, i tempi d’oro dell’Italia, anzi degli italiani che hanno vissuto in quegli anni. Era l’epoca dei comunisti che erano gli unici a rimanere disoccupati e qualcuno di loro di conseguenza finiva per entrare nella cerchia dei cosiddetti pazzi del paese, chiamati anche i “Mao Mao”, una tribù terrorista filo-cinese.

Il paese in questione era diviso in due parti come Berlino, la parte ovest, corrispondente con la cattedrale e le rovine del castello, era frequentata dai democristiani con passeggino, gelatino e maglioncino sulle spalle, abituati a giocare a carte davanti alla sezione della Democrazia Cristiana, poi del PPI, poi della Margherita, oggi del Pd (ma è vuota, la catena si è interrotta con il Pd). La parte est era invece piena zeppa di comunisti, iniziava con la sezione della sinistra giovanile che era uno stanzino buio di 10 metri quadrati e terminava con i giardinetti pubblici dove i filosovietici erano soliti fumare erba. Inutile aggiungere che anch’io stavo nei giardinetti ( e che forse non ero nemmeno comunista ma tale mi ritenevano i democristiani e viceversa; nel dubbio stavo coi comunisti ). Non fate come me! Votate DC sin dall’inizio che troverete lavoro nei dintorni del vostro quartiere senza dover emigrare. In quell’epoca si diceva anche che la marijuana fosse satanica, nel senso che potesse modificare l’animo umano facendolo tendere al maligno. Anche a bere, nei bar bevevano solo i comunisti. I democristiani invece, con il loro stipendio ricco, ogni sabato sera andavano nei night club sulla litoranea a bruciare soldi appresso a quattro ballerine che non gliela davano neanche, lasciando le mogli a casa davanti alla tv.

Commoventi le militanze di intellettuali ingombranti in tutti i sensi come Giuliano Ferrara con Lotta Continua e di Giovanni Lindo Ferretti punk comunista leader dei CCCP – Fedeli alla linea armato sulle barricate durante la rivoluzione portoghese, entrambi poi fondatori della lista conservatrice cattolica “Aborto No Grazie”. Oggi il primo scrive sul Foglio, il secondo sull’Avvenire. Tanti sono quelli che ricordiamo che hanno cambiato casacca e identità ma nessuno si ricorda di Paolo Gentiloni, un comunista anonimo di cui mai nessuno aveva sentito parlare fino a quando non è diventato fiorellino e centrista, quindi ministro e quindi Presidente del Consiglio dei Ministri dopo le finte dimissioni di Matteo Renzi, il boy scout di Licio Gelli. Nessuno si ricordava nemmeno della militanza comunista di Vincenzo De Luca, messo in quarta fila nelle poche foto in bianco e nero dell’epoca reperibili su internet, uno che  ha meritato l’appellativo di “sceriffo”, eternamente indagato, saldamente ancorato a quella scrivania dalla quale parla appare composto sulla sua emittente privata locale scatenando la fantasia dei telespettatori, per cui è facile paragonarlo a un personaggio immaginario a metà strada tra Il Padrino è Totò della Banda degli onesti.

I fascisti invece, semplicemente non c’erano (quelli sono venuti prima e dopo) oppure si nascondevano bene. Almeno in paese, bastava nominare le teorie centriste popolariste di Don Sturzo per eliminare comunisti e fascisti in un colpo solo. O forse i fascisti sono questi che abbiamo nominato finora ma ci hanno preso per il culo talmente bene che non ce ne siamo accorti. Sì, perché, in tutti questi anni, ci hanno convinti del fatto che la dittatura possa essere solo di estrema destra o di estrema sinistra, mai di estremo centro.


Sondaggio “Irpino dell’anno”, vince De Mida.

Il sondaggio di Irpinia Paranoica che vedeva come concorrenti il Grande G, il vate della musica Gigione (irpino acquisito) e il calitrano Vinicio Capossela, ha decretato un netto trionfo per il primo con 70 punti di distacco su Gigione, il quale comunque si riconferma Re della musica irpina. Terzo Capossela e qualcuno ha invocato anche Milly D’Abbraccio, ingiustamente fuori gara.

Ennesima elezione vinta per il Grande G ed ennesima conferma che in Irpinia quando si tratta di votare l’esito è sempre scontato.

Per il 2017 non facciamo alcuna previsione a parte che poco  o nulla potrà muoversi rispetto alla situazione presente.


Referendum, vince De Mita. “No” al 96%. “Sostituisco Renzi”.

La notizia è arrivata direttamente da Nusco dove si festeggerà tutta la notte per la vittoria di De Mita al referendum. Nel comune altirpino la percentuale di votanti è stata del 99% e i NO sono stati il 102%, record storico.

I Giriaghi lo stanno incoraggiando e formare un nuovo governo per sostituire Renzi. Ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.


Elezioni USA, vince De Mita

Ciriaco De Mita, 88 anni è uscito vincitore a sorpresa anche nelle elezioni americane. La notizia arriva in serata da Washington e le prime parole del nuovo Presidente sono state una frecciata sibillina a Trump: “Occorre convluire al gendro passando per le idee che sono politica e non voglia di avvendurismo senza penziero”.

Hillary Clinton ha infatti deciso di non essere in grado di affrontare il mandato ed ha preferito così abdicare a favore di Giriago. La notizia ormai è certa, ne parla anche la CNN.


Hillary risponde a ItaliaOggi: “se fossi stata come Ciriaco De Mita avrei vinto”.

La telefonata al Comune di Nusco è arrivata in serata dalla Casa Bianca. La Clinton dice “l’ex premier italiano è stato la mia ispirazione, grazie a lui ho capito cos’è il gendro tendende a sinistra ma non troppo”, ma, sottolinea: “se fossi stata Giriago De Mida avrei vinto”.

Euforia nel comune altirpino che vedrà prolungarsi i festeggiamenti per tutta la notte. Allestiti in piazza e nella sezione UDC anche stand di caciocavallo impiccato. Anche la sede UDC di Sant’Angelo dei Lombardi festeggia anticipando di una settimana la Sagra delle Sagre.

Anche questa volta l’Irpinia è caput mundi.


Nusco verso il record nazionale di No al referendum, Kim Jong Un si complimenta con De Mita

In tarda mattinata è arrivata la telefonata dalla Korea del Nord, esattamente dalla sede dell’Udc sezione Eurasia. Grande entusiasmo nella piccola capitale altirpina che diede i natali al Grande G.

“Siamo sicuri di andare ben oltre il record nazionale, andiamo verso il record interplanetario” ha ricordato il sottomesso al Grande G che prende lo stipendio da trent’anni senza avere una mansione definita.

“C’è anche una certa affinità tra l’accento ciriachense e quello nordcoreano” hanno riferito coloro che sono stati onorati di ascoltare la telefonata in viva voce. Staremo a vedere, il Presidente nordcoreano potrebbe essere a Nusco a metà dicembre per l’Alta Scuola di Alta Politica di Alta Irpinia. Così almeno si vocifera nel piccolo borgo scudocrociato cattolico.

 

 


De Mita-Renzi su LA7, maxischermo a Nusco

NUSCO – L’attesa è spasmodica. In Piazza Natale è stato installato un maxischermo di 6 metri per 13 per assistere all’incontro come a una finale dei mondiali, ma sembra più l’incontro tra il Bene e il Male, parafrasando Rocky 4 sembra l’incontro tra Matteo Ivan Drago Renzi e Ciriaco Rocky De Mita, lo stallone nuscano.

L’incontro è previsto per le 22:30 su la7, l’arbitro sarà Enrico Mentana. In tribuna presente anche il Presidente della Repubblica Mattarella, pronto ad applaudire “Il vecchio leone della DC”.

Ci siamo quasi, a Nusco spunta anche qualche bandiera scudocrociata degli anni ’60 originale. Dei cimeli.

E’ il momento della verità. Nusco contro Firenze. Il No contro il Sì. Il passato della DC contro il futuro della DC. Tresette o Briscolone.

CIRIACO RENZI SHOW.