“E levati sta mascherina”: il negazionismo in salsa podolica.

A chi non è capitato di andare a fare la spesa o di andare la mattina alla Posta e di sentirsi dire dal buontempone nullafacente passeggiante per le vie del borgo la fatidica frase che denota disagio psichico e ignoranza?

“E levati sta mascherina!” ridendo e sbeffeggiando i passanti, è diventata l’abitudine dell’uomo podolico irpino ai tempi del Covid. “Ma io non dico che non esiste il Covid, dico che qua non ci sta”. Insomma “non ge n’è Coviddi ngimma a re mmondagne noste”. Poco importa se poi mostrate loro i dati dell’epidemia che avanza in tutta l’Alta Irpinia, da Conza a Montella, la risposta sarà “Tu ti guardi troppa televisione, tu ti leggi troppi giornali. Guarda me: io sono informato, ascolto soltanto le info di un canale YouTube e di un sito pirata”.

La comicità dell’uomo podolico prosegue di rimbalzo ai loro condottieri: il generale Pappalardo, Massimo Boldi e Enrico Montesano, tre comici falliti (confesso tuttavia che gli ultimi due sono riusciti finalmente a farmi ridere con le loro esternazioni convintamente negazioniste). “Ma anche la politica ormai sta aprendo gli occhi” potrebbero ribattere, ed è vero: Forza Nuova e i neonazisti tutti si stanno schierando con l’uso della mascherine le quali provocherebbero “gravi danni respiratori all’uomo podolico”.

L’uomo podolico – lo ricordiamo per chi frequenta da poco il nostro sito – è l’uomo a guida di vacca, il vitello pascolante per le vie del villaggio che mette in mostra con prepotenza la propria panza ed ha una semplice e banale per tutto. “Io preferisco farmi ammazzare piuttosto che prendermi il vaccino”. Non è stato ancora trovato un vaccino ma è già un siero letale secondo l’Uomo Podolico (da ora in poi U.P.).

Un giorno però presi coraggio e mi dissi: “Stavolta convincerò l’U.P. che il covid è presente qui ed è pericoloso e le mascherine non sono dannose”.

“Senti, U.P. , un paio di domande: se le mascherine chirurgiche ci ammazzano essendo dannose, come mai tutti i dentisti e tutti i chirurghi non sono morti già tanti anni fa?”

A questo punto l’uomo podolico diventa violento.

“Sei un venduto! Accetti la dittatura sanitaria! Ci vorrebbe il Duce per mettere fine a questa dittatura sanitaria!”

“Ma lo sai che un mio amico è morto di Covid? Ma di quale dittatura stai parlando?”

“Non è morto! È quello che vogliono farti credere. Ti credi che sei laureato e puoi offendere???”

“Ma io non ti sto offendendo”.

“Io ti ammazzo. Levati sta mascherina”.

Andò a finire con un’altra minaccia di morte urlata in piazza e con U.P. che si dileguava blaterando. E io pensavo: “Deve essere davvero un omino fragile -nonostante la stazza- e spaventato a morte al punto da crearsi una realtà paranoica alternativa, più rassicurante di quella attuale. Bisogna provar pena per loro e aiutarli”.

“Quando tutto sarà finito, finalmente potrò starmene una po’ a casa”.

Questa è la dichiarazione di un lavoratore che non ne può più di stare in giro e che sogna la sua meritata vacanza a casa, a fare le cazzate che state facendo voi.

C’è, infatti, tutta un’altra Irpinia che è sempre stata per strada, un’altra Irpinia che ha sempre continuato a lavorare al proprio posto, senza smart working, l’Irpinia degli infermieri, dei medici e degli operai del settore alimentare, l’Irpinia dei muratori, l’Irpinia degli addetti ai rifiuti e tante altre.

La vacanza per loro non è l’isola greca oppure l’irpinamente amato San Vito Lo Capo (che aveva rubato il primato di turisti irpini di Gallipoli), ma starsene un po’ serenamente a casa a guardare la tv, a dormire, a leggere un libro, magari a fare la fottutissima pasta in casa che avete postato su Facebook e su Instagram negli ultimi due mesi.

Questo genere di persone è stato completamente oscurato dalle battute social, dalle meme e dalle pagine satiriche (irpine e non). Sono due mesi che parlate di chi attacca i runners col risultato che io non ho mai letto un solo post contro i runners ma migliaia di post di chi odia quelli che odiano i runners. Vi siete persi in inutili cazzate come al solito.

Oltre alle categorie citate sopra, ci sono stati poi quelli che non uscivano mai dalle casette dei loro genitori negli ameni paesini irpini. Questi soggetti sono stati colti da violenti raptus di fuga che li spingevano ad uscire di casa proprio perché c’era l’ordinanza di non uscire. Da Hikikomori sono diventati vagabondi. Questi soggetti hanno accusato lo stato di renderli schiavi. Questi soggetti erano pronti a scendere in piazza contro il Corona Virus (così il Corona Virus si metteva paura e se ne andava).

Alcuni di loro erano persino convinti che il virus non esistesse, che fosse una montatura giornalistica. Sto parlando al passato perché dal 4 maggio rivedremo per strada pure quelli che si erano autoreclusi in casa da anni pur di non farsi vedere dai compaesani, carichi di rancore e di odio eterno. Questi irpini paranoici li rivedremo, oppure, quando ci sarà il definitivo superamento dell’emergenza, si chiuderanno in casa di nuovo, a rimuginare contro qualche altra cosa.

Che vita infelice quella dell’Irpino Paranoico. Un destino crudele da ignavi danteschi: coloro che invidieranno la condizione di tutti gli altri, per sempre.

Clamoroso dietro front di De Luca: “Via libera ai cinghialoni irpini”.

Una buona notizia per tutti i cinghialoni e irpini podolici in massa che da dopo domani potranno affollare le vie dei borghi irpini come un tempo.

Si allentano, infatti, le misure restrittive in Campania in vista della Fase 2. Il presidente Vincenzo  De Luca ha firmato oggi l’ordinanza n. 39 che recepisce in particolare le problematiche denunciate dal comparto della ristorazione, modificando una precedente ordinanza del 22 aprile sul food delivery.

VIA LIBERA anche alle attività sportive all’aperto per cinghialoni podalici irpini, ambito dove De Luca era stato tra i governatori più inflessibili. Dal 27 aprile al 3 maggio, “fermo restando il divieto di svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto”, è infatti consentito “ai cinghialoni e agli irpini podalici tutti, l’ attività motoria all’aperto, ove compatibile con l’uso obbligatorio della mascherinain prossimità della propria abitazione, e comunque con obbligo di distanziamento di almeno due metri da ogni altra persona”. Il via libera è valido in due fasce orarie: dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 19 alle 22.

De Luca choc: “Non vi faremo uscire nemmeno di testa, non potrete nemmeno impazzire…”

L’ultima dichiarazione di De Luca supera qualsiasi fantasia. Tra un risucchio e l’altro, una smorfia e una battuta, Vicienzo ha proibito tassativamente di impazzire. “Pene severe per chi esce di testa, tutte le uscite sono proibite, anche le uscite in balcone”.

E continua: “La maggior parte dei cittadini l’ha capito ma c’è ancora una esigua minoranza di cafoni che va neutralizzata immediatamente. Qualche imbecille, qualche animale che sta pensando di poter uscire dal proprio cranio allegramente. Pene severissime”. E chiude con un risucchio sonoro “Sssssssssss”.

De Luca: “In casa fino all’1 maggio? In Campania aboliamo anche le feste di Natale”.

Vicienzo De Luca torna a colpire. Stavolta, per superare il governo sull’asprezza delle restrizioni, decide di abolire il Natale “fino a nuova ordinanza”. Le misure restrittive di Re Vicienzo stanno facendo parlare tutto il mondo e ormai appare chiaro che l’ex sindaco di Salerno stia aspirando alla poltrona di Primo Ministro.

Vicienzo De Luca si autoproclama Maresciallo d’Italia: “È l’ora delle decisioni irrevocabili”

L’annuncio dell’ex governatore della Campania in diretta streaming. La notizia sta facendo il giro del globo, dalla CNN ad Al Jazeera.
“Prenderò io in mano la situazione” ha dichiarato il Maresciallo, “da oggi in poi è completamente finita per cafoni ed imbecilli”. Più di un comune campano sta festeggiando, in primo piano Cassano Irpino che ha proposto a De Luca di allearsi con la Lega.

Corona virus, sbarcati i carri armati a Salerno. Presto in Irpinia.

CORONA VIRUS – Grazie Vincenzo De Luca, nei prossimi giorni l’esercito munito di carri armati e artiglieria pesante raggiungerà anche l’Irpinia. La strategia del Governatore della Regione Campania potrebbe rivelarsi vincente e potrebbe essere da esempio al mondo. “Mi sono ispirato al governo cinese” avrebbe rivelato De Luca “non vedo altro modo per contenere questa fuga di cafoni”.