Armine Harutyunyan, la modella Gucci originaria di Bisaccia

Anche la modella Armine Harutyunyan è irpina, precisamente è originaria di Bisaccia dove ancora vive una sua vecchia zia che vuole rimanere anonima.

I nonni di Armine, avevano infatti un bar nel comune altirpino e scrivevano poesie sul paesaggio desolante bisaccese. Non sarebbe dunque un puro caso l’assonanza con il Poeta Nazionale Arminio.

Irpinia nel mondo.

Il bar di Ngiulino: l’attrazione turistica dell’estate irpina 2020.

Vince nettamente contro i valorizzatori delle pale eoliche, contro i poeti e contro i convegni, contro le sagre, contro le comunità montane, contro gli sponz in questa epoca mascherata per il covid.

Sono molti di più infatti i pellegrini che ogni giorno vanno a farsi fotografare davanti al mitico bar Arace di Cairano che quelli che vanno a Ibiza o a Formentera, molti di più di quelli che vanno a fotografare i soliti paesaggi sbiaditi e anonimi.

Un luogo di culto che Irpinia Paranoica è orgogliosa di aver battezzato già a partire dal 2007-2008 e che oggi raggiunge la popolarità per merito di Ngiulino e della sua Birra Peroni ma soprattutto per il fatto di non essere un posto scontato e banale come i luoghi minimal chic che vanno tanto di moda.

Tanti anni di promozione del territorio, di fotografie ritoccate per convincere la gente ad andare a visitare Bisaccia e chi la spunta, alla fine e per nostro merito, è il piccolo bar mini market Arace, tempio di Irpinia Paranoica (vi potete trovare le nostre magliette originali, le nostre foto e i nostri adesivi ufficiali).

Una battaglia vinta ma ci auguriamo soltanto che in questa estate pre secondo lockdown, i pellegrini siano rispettosi del luogo, del barista e del paese. È un luogo di culto e come tale va rispettato. Distanziamento sociale, mascherina, birra Peroni (e non altro), passeggiata sulla rupe ad ascoltare il suono del vento.

Olimpiadi a Bisaccia, arriva il si di De Mita

Decolla il Progetto Pilota. Piena intesa tra i sindaci dell’Alta Irpinia guidati dal sommo sindaco di Nusco, il Grande G. Le Olimpiadi si terranno a Bisaccia nel 2024. D’accordo anche il sindaco di Roma Virginia Raggi che ha dichiarato “è bellissimo”. A Nusco si terranno già a partire dalla settimana prossima i primi convegni di Alta Politica denominati “Aspettando le Olimpiadi”. Intanto sono già partite le assunzioni in Alta Irpinia. Sbloccati i fondi europei. Qualcuno parla di Nusco capoluogo di provincia nel 2028, per adesso resta il capoluogo dell’Alta Irpinia. Pronti i finanziamenti, i dipendenti comunali, le imprese edili e gli architetti hanno già dichiarato: “si prospetta qualcosa di meglio della ricostruzione post sisma, era quello che stavamo aspettando”.

In estasi anche i paesologi arministi: “avremo occasione di fare milioni di foto con le nostre reflex avellinesi”.

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Irpinia lavori in corso 1980-2015

Anche quest’anno “fa caldo come quando tremò”.

Tutti gli anni.

Ma oggi fa molto freddo e piove. Che cosa dovremmo celebrare oggi? C’è il ricordo dei morti e null’altro, ciò che è rimasto è ben poco. 35 anni dopo il terremoto è rimasto l’anniversario. La suggestione dei numeri.

Rimangono i cantieri e più ne aprono più questo posto fa schifo. Si costruiscono muri finto antichi con l’intenzione di rifarli da capo tra cinque anni.

Rimangono i non luoghi. I mostri e gli ecomostri. Le ditte edili.

Rimane l’Ofantina, la statale aperta e mai completata davvero.

Rimangono le aree industriali in malora. Esperimenti fallimentari. Rimane qualche vecchia barca fabbricata in montagna e qualche automobile Iato. Rimangono i rifiuti tossici.

Rimane la nebbia.

Rimane un paese come Lioni, finto e senza anima, del tutto simile a quello del Truman Show, un paese di cartone.

Rimane Morra col castello rifatto e la statua di De Sanctis che guarda il nulla e la depressione.

Rimane Chiusano con l’insegna hollywoodiana e un paese di balordi da bancone. Rimane San Mango sventrata.

Rimane Conza post atomica, spazzata via, nella palude.

Rimane Nusco con i suoi viscidi insolenti abitanti, tra chi aspetta il posto fisso e chi l’ha avuto e passa il tempo a ricordare i “fasti demitiani”.

Rimane Sant’Angelo con gli uffici chiusi.

Rimane Ariano che guarda la Puglia. Rimangono le pale eoliche.

Rimane Bisaccia con la chiesa a forma di astronave.

Rimane Caposele conficcata in un burrone e un santuario simile ad un centro commerciale.

Rimangono Montella e Bagnoli con le castagne cinesi.

Rimangono poche vacche.

Rimane Avellino che non è il capoluogo di niente.

Rimane Calitri che aspetta di sponzarsi 355 giorni all’anno.

Rimane Cairano, con la rupe e il bar sotto alla rupe.

Rimane chi sta pensando di buttarsi dal balcone.

Rimangono articoli di giornale che riportano costantemente tutto l’anno anche una normale scossa 1.1 non avvertita nemmeno dalle formiche.

Rimane che siamo tutti in paranoia e oggi lo è davvero tutta l’Italia e tutta l’Europa. In Irpinia lo si è sempre stati almeno a partire dal 1980, ma credo anche prima. Qui si confondono i cataclismi con le tragedie programmate.

Rimane questo. E poi rimango io.