Il Ministro Speranza tranquillizza l’Irpinia: “Per San Ciriaco si può uscire”.

Niente paura, domani, 4 maggio, si potrà uscire tranquillamente per festeggiare San Ciriaco. Si potrà andare a far visita alla sacra villa ma anche festeggiare in piazza. Via libera anche ai fuochi d’artificio e alle processioni.

“È la nuova normalità” è il commento del Ministro della Salute, “Da domani, in onore di San Ciriaco, ci affidiamo alla vostra responsabilità”. Sono previsti grossi assembramenti sull’Ofantina in prossimità dell’uscita Nusco e lunghe code in Via Piano.

“Vogliamo la secessione da Avellino”. L’Alta Irpinia vicina all’autonomia .

Stavolta sono tutti d’accordo: la provincia di Avellino si estenderà da Monteforte a Parolise. Anche il baianese e la valle dell’Irno hanno chiesto l’autonomia dal capoluogo insieme ai comitati di Alta Irpinia, Valle del Calore e Valle Ufita. Il governo va verso l’accettazione della richiesta anche come misura di difesa e di prevenzione generale. Cairano potrebbe diventare capoluogo secondo i primi rumors. Staremo a vedere.

Santori delle sardine: “Mi sento ‘mbrellino dentro”. Il coming out avellinese del bimbo bolognese.

Figlio di papà, mai lavorato un giorno nella vita, tutti i giorni in palestra e dal parrucchiere per mantenere la sua barbetta chic e i suoi boccoli, il bimbominkia bolognese ammette di sentirsi avellinese dentro. “Ho una zia che abita ai cappuccini”. Questa è stata la dichiarazione che si è lasciato scappare il bambino prodigio della bologna radical chic, quella che campa speculando sugli immobili in affitto ai meridionali. Insomma, un altro orgoglio avellinese e irpino DOC. Le sardine sono un prodotto tipico IRPINO. Orgoglio.

Quando si tocca l’orgoglio ferito degli avellinesi

Un nervo scoperto. La vicenda che ha visto come protagonisti il sindaco di Avellino, il cantante Bugo, lo sventurato Morgan e il sottoscritto admin di Irpinia Paranoica, ha dell’incredibile. Il tutto ha avuto inizio ieri pomeriggio in pieno clima da Festival di Sanremo, con i social infuocati e i tweet a mille all’ora sulla lite in diretta tra Bugo e Morgan. In mezzo a tutto ciò pubblichiamo un articolo su questo sito che ironizza sul concerto di Morgan dello scorso 27 giugno ad Avellino, ipotizzando un surreale commento di Bugo sulla cittadina campana. Putiferio. Si scopre il nervo dell’orgoglio tribale del popolino avellinese. Raffiche di commenti contro Morgan (Morgan che non c’entrava un tubo!) e contro Brugo, Bruco, Buco, Busco, l’hanno chiamato in tutti i modi, anche qualche testata locale abbocca alla burla riportando la surreale notizia. Ma gli haters dovevano ancora dare il meglio di sé. L’occasione gliela dà il sindaco di Avellino in persona, Gianluca Festa, che condivide il nostro scherzo e che dichiara di pretendere le scuse da Bugo. A quel punto gli haters hanno potuto finalmente sfogare anni di orgoglio ferito, di delusioni e di rabbie represse. “Te scoffo” e altre minacce arrivano ai poveri cantanti e a noi, rei di aver offeso (non si capisce in che modo) la città. Una valanga di commentatori ignari di come si riconosca il vero, non abituati a verificare le notizie e soprattutto le fonti. Sarebbe bastato davvero un minimo di attenzione per capire che Irpinia Paranoica non è una testata giornalistica ma un sito satirico, bastava farsi un giro sul sito o sulla nostra pagina Facebook. Ma invece niente, continuano con gli attacchi e molti stanno continuando anche in questo momento. Se l’espressione “analfabetismo funzionale” spesso non trova una collocazione netta nella società reale, stavolta li abbiamo ben circoscritti ed evidenziati nei commenti a questa vicenda. Ma non finisce qua, l’agenzia giornalistica nazionale (AGI) e la testata nazionale Fanpage pubblicano la notizia dello scherzo in cui è caduto il sindaco e altre testate potrebbero riportare la cosa nelle prossime ore. Non so se ridere o piangere.

Alla fine (affinale), dopo le risate, resta solo un po’ di tristezza e una riflessione amara. Com’è possibile che le persone siano diventate così facilmente plagiabili? Com’è possibile che basti leggere un titolo sul display per scrivere raffiche di insulti? In realtà, conosciamo la risposta, ma è meglio soprassedere.

https://www.agi.it/spettacolo/televisione/morgan_bugo_bufala_sindaco_avellino-7038783/news/2020-02-09/?fbclid=IwAR0bfeJtC1hGpJi2XWDyJoB11Vj-Np3ETlg5WxyghRbLr4uEIdXI5AFwOmw

https://napoli.fanpage.it/sanremo-il-sindaco-di-avellino-contro-bugo-ma-e-cascato-in-uno-scherzo/

Bugo rivela: “Ho detto a Morgan che può cantare solo ad Avellino”. Poi la lite.

Bugo, avvicinato dal nostro inviato emigrato in Liguria, rivela il retroscena dietro la forte lite scoppiata ieri sera con Morgan durante il festival di Sanremo. “Continuava a provocarmi” dice il cantante “così gli ho ricordato che può cantare solo nel corso di Avellino”.

Morgan, quando ha sentito il nome del capoluogo irpino, ha rivangato il trauma dello scorso 27 giugno con persino un bis a Calitri e non si è più trattenuto. Queste, almeno, sono le parole che ci ha riferito il nostro inviato ligure.

Entrambi gli artisti, alla fine, sono stati squalificati dal festival.

“Allegri che tra poco si muore”, un libro paranoico e irpino indirizzato a chi se n’è andato

Oggi mi sono sentito bene per quasi due secondi di fila.

Un chioschetto notturno abitato da ombre, la difficoltà a distinguere l’allucinazione dalla realtà, la precarietà totale di un’esistenza alla deriva, flashback e sensazioni di un moribondo che elabora un lungo testamento. Allegri che tra poco si muore è un romanzo che parla di una generazione e a una generazione. Quella dei nativi digitali, dei precari, degli emotivamente instabili, degli eterni adolescenti divenuti trentenni appassiti. È un’opera che parla di profondo Nord e di profondo Sud, dell’Italia e del mondo, in una teoria di personaggi e scene di genere che si susseguono come irrisolte comparse oniriche. Sono pagine sciolte di prosa spontanea, lasse narrative che danzano intorno a un nucleo, quello dell’amore per una ragazza e – perché no – del senso della vita. La cornice è quella di mille e più bar, che come piccoli limbi di penitenza disegnano situazioni grottesche. Amaro, intensamente depressivo, sconsolato e sconsolante, questo è però anche – inevitabilmente – un libro divertente, di una desolazione catartica che trova nella comicità il suo destino inesorabile.
Dalle solitudini irpine alla vuota vastità degli hinterland padani, si leva una voce narrativa arguta e dolente, che scrive un nuovo capitolo in quel grande e incompiuto libro ideale che è la letteratura dei relitti, degli emarginati, degli sradicati. Di coloro che, per usare la tragica autoironia di Tondelli, si ritrovano periodicamente afflitti dai disturbi dubitativi della decadenza.

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Sant’Angelo dei Degradi, ultimo episodio della Sagra

Parcheggio selvaggio, arrivi in piazza e trovi le bancarelle dei marocchini, di tielle e di ogni accessorio inutile. Poi nell’angusto centro storico dove si faceva difficile scorgere i mini stand. Cafonazzi e napoletani a destra e manca. Niente di invitante per poterti fermare a mangiare. Caciocavalli impiccati in ogni dove. Gente riunita sotto il palco del cristo a ballare andiamo a comandare. Un bazar di Tunisi è assai più ordinato. Gli unici a non essere fuori luogo sono proprio i marocchini e la loro mercanzia.

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Il Degrado Massimo arriva quando i ragazzini ubriachi iniziano a cantare la nota hit commerciale “Andiamo a comandare” con la statua di Cristo che li guarda a braccia aperte.

https://www.facebook.com/ildivino31/videos/10211059361270739/?hc_ref=PAGES_TIMELINE

La Sagra delle Sagre poteva essere solo a Sant’Angelo dei Sant’Angeli, perché qui ci si sente superiori agli altri paesi senza nessun senso logico, e ci si sente quindi superiori alle sagre di Montella, Bagnoli e Cassano. Sant’Angelo dei Sant’Angeli perché è più Sant’Angelo di Sant’Angelo all’Esca, di Sant’Angelo a Scala, di Sant’Angelo a Cupolo e degli altri Sant’Angeli. È il migliore Sant’Angelo del mondo. È Sant’Angelo über alles. Uffici pubblici e carne ri puorco.

Qualche fascista scrive su Facebook “boia chi molla”, e “sant’angelo fino alla fine”. Un paese completamente fuori dal mondo e dalla realtà.

 

 


Avellino, cerca di suicidarsi col gas ma la bombola è vuota

Era finita anche la bombola. Nonostante il 35enne non avesse più soldi, lavoro, amici, famiglia, rapporti umani di alcuni tipo è stato abbandonato anche dalla bombola.

Il ministero della pubblica istruzione inoltre ha contribuito al fatale gesto del 35enne laureato in lettere. Mentre il disgraziato si nutriva di scarti trovati nella spazzatura è stato contattato per una falsa cattedra a Milano.

Dopo la gioia iniziale ha scoperto che era una burla del Ministero e il 35enne avrebbe deciso di farla finita. Un altro fattore incidente è stata la presa di coscienza di essere rimasto ad Avellino.


Avellino: “L’anno scorso hai guardato a sorema”, scoppia la rissa sotto ai platani

Ormai più di un rituale, una tradizione avellinese consolidata: rissa per motivi podolici legate agli sguardi sulle sorelle. Come nella caverne, invece siamo sotto ai platani. Cinque avellinesi tra i 20 e i 30 anni si sarebbero fiondati su un altro coetaneo visto in lontananza da Via de Conciliis urlando “PEPE!” e “AONNA”.

I cinque hanno preso a calci e pugni il ragazzo ma quando sono scesi i vicini e sono intervenuti i gestori del bar hanno negato tutto.

Atti vergognosi ma del resto, cosa c’è da fare ad Avellino? I ragazzi hanno infine confessato e hanno motivato l’aggressione dicendo: “Siamo tristi e depressi, non sappiamo come impiegare il tempo”.