“Va bene, confesso, sono di Bagnoli Irpino”, la rivelazione di Jake Angeli, l’irpo-americano.

Il sospetto aleggiava già da ieri sera, la puzza di caso squagliato si sentiva a 8mila km di distanza. E infatti, Jake Angeli (all’anagrafe Giacchino r’Angiulone) ha fatto coming out. “Sono un uomo podolico per la difesa delle vacche e de re mondagne noste, mio padre è di Bagnoli, mamma è di Cassano Irpino” queste le sue dichiarazioni alle CNN.

Covid, De Luca: “Grazie a me la Campania sembra l’Islanda, siamo i primi al mondo”.

“La Campania è la regione più virtuosa del mondo, quella che ha affrontato meglio la crisi del Covid in tutto il sistema solare”.

Queste le parole del du…ehm, del Presidente Vincenzo De Luca.

“Sembriamo l’Islanda, stiamo solo lavorando sui geyser di Rocca San Felice, ancora non somigliano al 100% a quelli scandinavi”.

GRAZIE PRESIDENTE E BUON LAVORO!

“Il Grande G si è vaccinato stamattina al Moscati”, la testimonianza di un’infermiera.

“Stamattina di buonora tre auto blu hanno fatto ingresso nel parcheggio dell’ospedale Moscati di Avellino, nella macchina al centro c’era il Grande G”.

Ha fatto molto discutere la vaccinazione di Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, ma non sarebbe stato il solo. Secondo la testimonianza di una infermiera di cui non possiamo rivelare il nome, questa mattina Il Grande G sarebbe partito da Nusco con tre auto blu e sarebbe andato a ritirare la sua personale dose di vaccino.

La cosa non sarebbe passata inosservata, infatti, parte del personale sanitario avrebbe manifestato contro il privilegio riservato al sindaco di Nusco.

Ricordiamo che le prime dosi arrivate negli ospedali erano destinate solo ai medici e al personale sanitario ma, per ironia della sorte, pare che proprio i politici vogliano essere a tutti i costi i primi a vaccinarsi, mentre il popolino webete dei social continua a ripetere che il vaccino va testato sui politici, per punirli.

Si avvera la profezia di Bugo: “Morgan può suonare soltanto ad Avellino”.

AVELLINO – Si ritorna a parlare a sproposito del capoluogo irpino: tornano Sandra e Raimondo, Bugo e Morgan.

Morgan, escluso dal festival di Sanremo, suonerà ad Avellino a Capodanno per un pubblico limitatissimo, ovviamente, e in streaming. Bugo invece trionfa acclamato dalla critica.

La profezia di Bugo, ricordiamo, “Morgan, puoi suonare soltanto ad Avellino”, che costò ai due cantanti la squalifica, si è avverata e adesso, davvero, nessuno può aggiungere altro. Nemmeno il Sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che lo scorso febbraio pretese le scuse dal cantante Bugo per aver offeso l’immagine di Avellino.

LINK ALLA NOTIZIA DELLA PROFANAZIONE DI AVELLINO: https://www.agi.it/spettacolo/televisione/morgan_bugo_bufala_sindaco_avellino-7038783/news/2020-02-09/

Leghista scopre la soluzione per la disoccupazione al sud: “Trovatevi un lavoro”.

GENIO PADANO – Mario Borghezio, candidato al Premio Nobel per la Pace, ha escogitato un metodo infallibile per risolvere la disoccupazione al sud: trovarsi un lavoro.

Nessuno ci aveva mai pensato. Occorreva il genio padano per pronunciare simili perle di saggezza.

Grottaminarda, trovato un giovane senza marijuana. Parte l’inchiesta.

L’incredibile evento è avvenuto a Grottaminarda. Il giovane ( N,D, 21 anni) avrebbe confessato di non possedere nemmeno un grammo di marijuana. Agli occhi sbalorditi delle forze dell’ordine il giovane ha replicato mostrando un pacchetto di sigarette: “E’ tutto ciò che ho”. Allertato il GIP di Potenza, è partita l’inchiesta per fare chiarezza su questa opaca vicenda.

Avellino, manifestazione no vax: “Unico rimedio è latte di vacca podolica”.

AVELLINO – Manifestazione contro i vaccini, presenti 200 allevatori. Sono convinti e secondo l’emerito scienziato Zangrillo da Milano potrebbero avere ragione. Dichiara Zangrillo: “Il virus non esiste più da giugno ma può essere ugualmente curato con latte intero di vacca podalica irpina”.

Intanto il governo inasprisce le misure anti covid e sembra ignorare le richieste dei vaccari irpini.

Che fine ha fatto la pantera? Storia di una paranoia dimenticata (forse).

È dal 1988, da quando Ciriaco De Mita era Presidente del Consiglio e i Rolling Stones annunciavano per la prima volta di una lunga serie il loro ultimo tour mondiale, che sui monti dell’Appennino meridionale, da Foggia a Salerno, si avvistano feroci belve esotiche intorno ai centri abitati.

Con il primo lockdown (dato che ci stiamo preparando al secondo) il pensiero era letteralmente fuggito via dalla paranoia del temibile felino tra Baiano e Calitri, niente di più lontano attraversava le nostre menti ed ecco, che proprio lì, il genio della stampa irpina ha avuto l’intuizione dell’anno: “Avvistiamo la pantera ora! La gente la prenderà più sul serio perché penserà di essere vittima di una specie di maledizione! L’anno sfortunato! L’apocalisse!”

“Si si siiii! E il terremoto! Iniziamo a pubblicare scosse di 2 gradi Richter!”

“Esatto. E così fottiamo il SEO, fottiamo i concorrenti e adsense vola!”

“Genio”.

È andata più o meno così qualche mese fa. Ma ora, mi chiedo, dopo l’estate dei bagni a mare senza nessun ritegno a fotografarsi i culi in massa con la massa e per la massa sui social, cosa diamine stanno aspettando a far uscire la pantera? Probabilmente stanno aspettando il secondo lockdown. Sommare le tragedie rende le cose già più credibili. Una volta che hai creduto -perché è vero- alla tragedia vera, è più facile raccontartene altre e convincerti perché sei più vulnerabile.

Ma se le tragedie stavolta diventassero tre? Capolavoro. Ci mettiamo in mezzo pure l’anniversario dei 40 anni del terremoto dell’Irpinia e la ciliegina sulla torta è servita.

Chi cazzo se ne fotte dei cassintegrati non pagati, degli insegnanti precari ammalati che continuano a lavorare in classe coi bambini, delle partita IVA ridotte al cappio, degli operai crocifissi e degli impiegati sepolti vivi in casa con le riunioni fino a mezzanotte!

LA PANTERA è la soluzione. E come condimento il terremoto.

Così sopravviveremo e ci dimenticheremo del Covid. Dovremmo soltanto ringraziarli i nostri mezzi di informazione.

Depressi, sfiduciati, abbandonati: l’Italia è diventata una grande Irpinia.

“Se Cinisello Balsamo avesse il mare, sarebbe una piccola Cassano Irpino.”

ITALIA – Più propriamente detto il paese dei balocchi, del bordello, dei saltimbanchi, dei teatranti da strada, dei cascamorti, dei ladri di polli, dei narcisisti patologici e degli apolidi tranne quando gioca la nazionale, ha visto repentinamente mutare il proprio status, in questi mesi, in “paese depresso-paranoico e casalingo”. Il Bel Paese inizia a somigliare all’Irpinia in toto: la mancanza di lavoro endemica nell’Appennino meridionale, diffusasi come un contagio nelle grandi città del nord, è sempre più accompagnata dalla mancanza di stimoli di chi un lavoro ce l’ha ma non ha vie di fuga.

Se c’è una cosa che abbiamo capito dalle esperienze del lockdown e del coprifuoco è che la società capitalista industriale sul modello americano che abbiamo voluto nel dopoguerra, è fortemente incompatibile con qualsiasi tregua e qualsiasi pausa. Una volta avviata la macchina infernale del capitalismo-consumismo è praticamente impossibile fermarsi: non possiamo più bloccare la produzione, a costo della nostra stessa vita.

La conseguenza di questo bug nel sistema è che ciò che fino a pochi mesi fa era soltanto una consuetudine delle zone desolate e periferiche di provincia, è diventata il modello di vita di un’intera nazione. Giornata tipo: ci si alza di notte e si va a lavorare nonostante la pandemia e si ritorna a casa dopo aver fatto la spesa in supermercati affollati per poi andare a letto di fronte alle notizie sconfortanti della televisione. Nessun intrattenimento, nessuno sport, nessun concerto, nessun aereo per andare inutilmente all’estero, nessun corso di aikido, niente yoga, niente prostitute, niente droga, niente di niente. La paura prevale anche se siamo esausti di aver paura e abbiamo lentamente accettato il pensiero di ammalarci e morire a breve.

Lo abbiamo accettato e, pertanto, il governo non può comunicare allo stesso modo della scorsa primavera: stavolta non genererà reazioni romantiche da balcone ma proteste di piazza. Il sistema industriale si è inceppato. Casa e lavoro aspettando di morire: sono diventati tutti irpini, senza speranza nel futuro e sempre più affezionati alla bottiglia, per dimenticare i propri problemi. Viceversa, chi era già irpino prima del lockdown, oggi si sente finalmente italiano perché per la prima volta si sente in linea con i trend, con i topic e con il mood di una intera nazione.

In tutto ciò io mi ci ritrovo bene. Se prima mi sentivo il solo depresso in mezzo a una massa di scimmie sorridenti che si fotografavano, ora mi sento parte di un tutto, di una massa informe di disadattati. Grazie al Covid mi sono inserito finalmente nella società.