Avellino, manifestazione no vax: “Unico rimedio è latte di vacca podolica”.

AVELLINO – Manifestazione contro i vaccini, presenti 200 allevatori. Sono convinti e secondo l’emerito scienziato Zangrillo da Milano potrebbero avere ragione. Dichiara Zangrillo: “Il virus non esiste più da giugno ma può essere ugualmente curato con latte intero di vacca podalica irpina”.

Intanto il governo inasprisce le misure anti covid e sembra ignorare le richieste dei vaccari irpini.

Che fine ha fatto la pantera? Storia di una paranoia dimenticata (forse).

È dal 1988, da quando Ciriaco De Mita era Presidente del Consiglio e i Rolling Stones annunciavano per la prima volta di una lunga serie il loro ultimo tour mondiale, che sui monti dell’Appennino meridionale, da Foggia a Salerno, si avvistano feroci belve esotiche intorno ai centri abitati.

Con il primo lockdown (dato che ci stiamo preparando al secondo) il pensiero era letteralmente fuggito via dalla paranoia del temibile felino tra Baiano e Calitri, niente di più lontano attraversava le nostre menti ed ecco, che proprio lì, il genio della stampa irpina ha avuto l’intuizione dell’anno: “Avvistiamo la pantera ora! La gente la prenderà più sul serio perché penserà di essere vittima di una specie di maledizione! L’anno sfortunato! L’apocalisse!”

“Si si siiii! E il terremoto! Iniziamo a pubblicare scosse di 2 gradi Richter!”

“Esatto. E così fottiamo il SEO, fottiamo i concorrenti e adsense vola!”

“Genio”.

È andata più o meno così qualche mese fa. Ma ora, mi chiedo, dopo l’estate dei bagni a mare senza nessun ritegno a fotografarsi i culi in massa con la massa e per la massa sui social, cosa diamine stanno aspettando a far uscire la pantera? Probabilmente stanno aspettando il secondo lockdown. Sommare le tragedie rende le cose già più credibili. Una volta che hai creduto -perché è vero- alla tragedia vera, è più facile raccontartene altre e convincerti perché sei più vulnerabile.

Ma se le tragedie stavolta diventassero tre? Capolavoro. Ci mettiamo in mezzo pure l’anniversario dei 40 anni del terremoto dell’Irpinia e la ciliegina sulla torta è servita.

Chi cazzo se ne fotte dei cassintegrati non pagati, degli insegnanti precari ammalati che continuano a lavorare in classe coi bambini, delle partita IVA ridotte al cappio, degli operai crocifissi e degli impiegati sepolti vivi in casa con le riunioni fino a mezzanotte!

LA PANTERA è la soluzione. E come condimento il terremoto.

Così sopravviveremo e ci dimenticheremo del Covid. Dovremmo soltanto ringraziarli i nostri mezzi di informazione.

Depressi, sfiduciati, abbandonati: l’Italia è diventata una grande Irpinia.

“Se Cinisello Balsamo avesse il mare, sarebbe una piccola Cassano Irpino.”

ITALIA – Più propriamente detto il paese dei balocchi, del bordello, dei saltimbanchi, dei teatranti da strada, dei cascamorti, dei ladri di polli, dei narcisisti patologici e degli apolidi tranne quando gioca la nazionale, ha visto repentinamente mutare il proprio status, in questi mesi, in “paese depresso-paranoico e casalingo”. Il Bel Paese inizia a somigliare all’Irpinia in toto: la mancanza di lavoro endemica nell’Appennino meridionale, diffusasi come un contagio nelle grandi città del nord, è sempre più accompagnata dalla mancanza di stimoli di chi un lavoro ce l’ha ma non ha vie di fuga.

Se c’è una cosa che abbiamo capito dalle esperienze del lockdown e del coprifuoco è che la società capitalista industriale sul modello americano che abbiamo voluto nel dopoguerra, è fortemente incompatibile con qualsiasi tregua e qualsiasi pausa. Una volta avviata la macchina infernale del capitalismo-consumismo è praticamente impossibile fermarsi: non possiamo più bloccare la produzione, a costo della nostra stessa vita.

La conseguenza di questo bug nel sistema è che ciò che fino a pochi mesi fa era soltanto una consuetudine delle zone desolate e periferiche di provincia, è diventata il modello di vita di un’intera nazione. Giornata tipo: ci si alza di notte e si va a lavorare nonostante la pandemia e si ritorna a casa dopo aver fatto la spesa in supermercati affollati per poi andare a letto di fronte alle notizie sconfortanti della televisione. Nessun intrattenimento, nessuno sport, nessun concerto, nessun aereo per andare inutilmente all’estero, nessun corso di aikido, niente yoga, niente prostitute, niente droga, niente di niente. La paura prevale anche se siamo esausti di aver paura e abbiamo lentamente accettato il pensiero di ammalarci e morire a breve.

Lo abbiamo accettato e, pertanto, il governo non può comunicare allo stesso modo della scorsa primavera: stavolta non genererà reazioni romantiche da balcone ma proteste di piazza. Il sistema industriale si è inceppato. Casa e lavoro aspettando di morire: sono diventati tutti irpini, senza speranza nel futuro e sempre più affezionati alla bottiglia, per dimenticare i propri problemi. Viceversa, chi era già irpino prima del lockdown, oggi si sente finalmente italiano perché per la prima volta si sente in linea con i trend, con i topic e con il mood di una intera nazione.

In tutto ciò io mi ci ritrovo bene. Se prima mi sentivo il solo depresso in mezzo a una massa di scimmie sorridenti che si fotografavano, ora mi sento parte di un tutto, di una massa informe di disadattati. Grazie al Covid mi sono inserito finalmente nella società.

“E levati sta mascherina”: il negazionismo in salsa podolica.

A chi non è capitato di andare a fare la spesa o di andare la mattina alla Posta e di sentirsi dire dal buontempone nullafacente passeggiante per le vie del borgo la fatidica frase che denota disagio psichico e ignoranza?

“E levati sta mascherina!” ridendo e sbeffeggiando i passanti, è diventata l’abitudine dell’uomo podolico irpino ai tempi del Covid. “Ma io non dico che non esiste il Covid, dico che qua non ci sta”. Insomma “non ge n’è Coviddi ngimma a re mmondagne noste”. Poco importa se poi mostrate loro i dati dell’epidemia che avanza in tutta l’Alta Irpinia, da Conza a Montella, la risposta sarà “Tu ti guardi troppa televisione, tu ti leggi troppi giornali. Guarda me: io sono informato, ascolto soltanto le info di un canale YouTube e di un sito pirata”.

La comicità dell’uomo podolico prosegue di rimbalzo ai loro condottieri: il generale Pappalardo, Massimo Boldi e Enrico Montesano, tre comici falliti (confesso tuttavia che gli ultimi due sono riusciti finalmente a farmi ridere con le loro esternazioni convintamente negazioniste). “Ma anche la politica ormai sta aprendo gli occhi” potrebbero ribattere, ed è vero: Forza Nuova e i neonazisti tutti si stanno schierando con l’uso della mascherine le quali provocherebbero “gravi danni respiratori all’uomo podolico”.

L’uomo podolico – lo ricordiamo per chi frequenta da poco il nostro sito – è l’uomo a guida di vacca, il vitello pascolante per le vie del villaggio che mette in mostra con prepotenza la propria panza ed ha una semplice e banale per tutto. “Io preferisco farmi ammazzare piuttosto che prendermi il vaccino”. Non è stato ancora trovato un vaccino ma è già un siero letale secondo l’Uomo Podolico (da ora in poi U.P.).

Un giorno però presi coraggio e mi dissi: “Stavolta convincerò l’U.P. che il covid è presente qui ed è pericoloso e le mascherine non sono dannose”.

“Senti, U.P. , un paio di domande: se le mascherine chirurgiche ci ammazzano essendo dannose, come mai tutti i dentisti e tutti i chirurghi non sono morti già tanti anni fa?”

A questo punto l’uomo podolico diventa violento.

“Sei un venduto! Accetti la dittatura sanitaria! Ci vorrebbe il Duce per mettere fine a questa dittatura sanitaria!”

“Ma lo sai che un mio amico è morto di Covid? Ma di quale dittatura stai parlando?”

“Non è morto! È quello che vogliono farti credere. Ti credi che sei laureato e puoi offendere???”

“Ma io non ti sto offendendo”.

“Io ti ammazzo. Levati sta mascherina”.

Andò a finire con un’altra minaccia di morte urlata in piazza e con U.P. che si dileguava blaterando. E io pensavo: “Deve essere davvero un omino fragile -nonostante la stazza- e spaventato a morte al punto da crearsi una realtà paranoica alternativa, più rassicurante di quella attuale. Bisogna provar pena per loro e aiutarli”.

Armine Harutyunyan, la modella Gucci originaria di Bisaccia

Anche la modella Armine Harutyunyan è irpina, precisamente è originaria di Bisaccia dove ancora vive una sua vecchia zia che vuole rimanere anonima.

I nonni di Armine, avevano infatti un bar nel comune altirpino e scrivevano poesie sul paesaggio desolante bisaccese. Non sarebbe dunque un puro caso l’assonanza con il Poeta Nazionale Arminio.

Irpinia nel mondo.

Svelata l’identità di Banksy: “È Giuseppe De Mita”.

Lo scoop di Irpinia Paranoica sta rimbalzando da stamattina sui social. Molte testate infatti stanno riportando la notizia che conferma il genio contenuto nei geni dei De Mida, la famiglia reale di Nusco.

Festa a Nusco. Si prevedono maxi finanziamenti per un nuovo festival della street art.

Il nostro informatore ha voluto rimanere anonimo ma ha dichiarato: “Era tutto un piano di marketing architettato dal Grande G per ottenere più consensi alle regionali del 2020”.

Il bar di Ngiulino: l’attrazione turistica dell’estate irpina 2020.

Vince nettamente contro i valorizzatori delle pale eoliche, contro i poeti e contro i convegni, contro le sagre, contro le comunità montane, contro gli sponz in questa epoca mascherata per il covid.

Sono molti di più infatti i pellegrini che ogni giorno vanno a farsi fotografare davanti al mitico bar Arace di Cairano che quelli che vanno a Ibiza o a Formentera, molti di più di quelli che vanno a fotografare i soliti paesaggi sbiaditi e anonimi.

Un luogo di culto che Irpinia Paranoica è orgogliosa di aver battezzato già a partire dal 2007-2008 e che oggi raggiunge la popolarità per merito di Ngiulino e della sua Birra Peroni ma soprattutto per il fatto di non essere un posto scontato e banale come i luoghi minimal chic che vanno tanto di moda.

Tanti anni di promozione del territorio, di fotografie ritoccate per convincere la gente ad andare a visitare Bisaccia e chi la spunta, alla fine e per nostro merito, è il piccolo bar mini market Arace, tempio di Irpinia Paranoica (vi potete trovare le nostre magliette originali, le nostre foto e i nostri adesivi ufficiali).

Una battaglia vinta ma ci auguriamo soltanto che in questa estate pre secondo lockdown, i pellegrini siano rispettosi del luogo, del barista e del paese. È un luogo di culto e come tale va rispettato. Distanziamento sociale, mascherina, birra Peroni (e non altro), passeggiata sulla rupe ad ascoltare il suono del vento.

Sarri esonerato sbarca in Irpinia: allenerà la Dinamo Monteverde

Maurizio Sarri esonerato. Notizia di poche ore fa, ufficiale. E già arrivano le prime indiscrezioni sul suo futuro da allenatore. Corre voce che l’Irpinia sia in pole position con varie offerte che arrivano dall’Aston Villamaina, dal Nusco ’75, dal Real Bisaccia e dalla Dinamo Monteverde. A quando pare, il Real Bisaccia avrebbe già chiuso l’accordo secondo altre fonti che dicono di averlo visto in mattinata insieme a Franco Arminio nel Castello Ducale a fare le foto al panorama del foggiano.

Sarri trova così la sua dimensione ideale: la terza categoria e l’agricoltura.

Greta Thunberg fa un passo indietro e ammette: “Prim’acqua r’austu, viernu a Nuscu”.

Anche Greta Thunberg è stata costretta ad ammettere che in Irpinia il cambiamento climatico non esiste.

Le interminabili piogge fredde intervallate a gelide folate di vento e nebbia in pieno agosto, le avrebbero fatto cambiare idea sui danni che l’inquinamento starebbe creando all’atmosfera.

“Prim’acqua r’austu viernu a Nuscu” sarebbe la citazione del proverbio irpino che Greta avrebbe utilizzato in un convegno a Montreal lunedì scorso.

Il calendario del panico – gli incontri estivi con Irpinia Paranoica

In occasione dell’uscita del secondo volume della trilogia paranoica, Lezioni di panico (Edizioni Artestampa, Modena, 2020), Irpinia paranoica incontra i propri fan con una serie di eventi. Vi invitiamo a partecipare e ad esternare le vostre inquietudini, il vostro dramma esistenziale, i vostri attacchi di panico quotidiani in una sorta di simposio letterario-alcolico.

Ecco le date del tour:

19 luglio ore 19:30 – centro studi Giordano Bruno – Castelfranci

23 luglio ore 19:00 – La Posta – Grottaminarda

31 luglio ore 21:00 – Bar La Controra – Montella

1 agosto ore 19:30 – Casina del Principe – Avellino (ospite di Flc Cgil ed Arci)

2 agosto ore 19:30 – Bar San Bernardino – Lioni

7 agosto ore 19:30 – Piscina di Teora – Teora

8 agosto ore 19:00 – Naima la libreria nel Ludovico – Montemiletto

9 agosto ore 19:30 – Bar Zetaquadro – Zungoli

16 agosto ore 19:30 – Da Ngiulino a Cairano – Cairano

Date da confermare:

Festa dell’Unità – Nusco

Sponz fest 2020 – Calitri