Corona virus: chi ha avuto lu postu potrà continuare a lavorare dal bar

La decisione del governo d’accordo la Regione Campania e col il Grande G. Niente paura per chi ha avuto lu postu che potrà continuare a svolgere l’attività di relax, tornei di tressette e patron e sotta direttamente dal bar, senza doversi recare a Sant’Angelo dei Lombardi presso gli uffici pubblici. Queste le misure anti corona virus.

Quelle mascherine profetiche nell’estate calitrana dello Sponz Pest

Tra i molti partecipanti all’edizione 2019 dello Sponz Fest (per l’occasione Sponz Pest), chi non ricorda di aver avuto in dotazione all’ingresso nel vallone cupo, la maschera per bocca monouso traspirante “antipeste”?

Per una volta l’Irpinia è stata un passo avanti, la manifestazione ideata e diretta da Vinicio Capossela è stata a dir poco predittiva. In questa epoca neo-medioevale, tra inferni digitali, nuovi nazionalismi, nuove cacce alle streghe e ancora nuove malattie, ci mancava l’epidemia ed eccola qua con la diffusione del Corona Virus. Prima ancora di far danni alla salute, tale virus, filtrato dalla malata informazione dei social e delle televisioni, ha già creato enormi danni causati dal panico che ne è derivato: supermercati inspiegabilmente senza più merce, farmacie senza più mascherine e senza più Amuchina, la paura di salutare un conoscente per strada, l’aumento, quindi, del tempo dedicato alla nostra vita digitale.

Il virus più pericoloso è la sete digitale che abbiamo, è l’urgenza dell’orgia mediatica.

Riporto il testo di Vinicio Capossela:

“La peste, quella brutta, prende le forme più strane,
entra nei video che entrano nelle case,
e gira in quelli che si vedono ovunque,
senza più alcune distinzione tra pubblico e privato.
Manda male-odore,
meravigliosa peste
che ci fa liberi e uguali,
e trovalo il nemico
mettigli un hashtag
e dagli all’untore,
lei, intanto,
individualista e collettiva
lavora tutto ai fianchi
in una rivolta inerte di notizie piene di niente,
di dirette Facebook che vengono prima delle cose serie,
di livore,
di fornicazione,
di cadaveri di parole che scorrono a fiumi nelle rete,
tutti uniti contro niente,
senza parlare, senza ragionare,
foto, selfie, stop] “

I nostri cervelli si stanno abituando a ragionare per hashtag: all’inizio del 2020 erano tutti monopolizzati da Salvini, poi si è passati alla vicenda di Morgan e Bugo nella cornice di quella odiosa messa in scena nazional-popolare che è Sanremo e infine arriviamo al #coronavirus. Nel frattempo qualcun altro è riuscito a far soldi pubblicando la fake news della mazza di scopa che rimaneva in piedi solo il 27 febbraio a causa di un presunto fenomeno astrofisico (#broomstick challenge), poi di nuovo #coronavirus. Ne parliamo e non sappiamo di cosa stiamo parlando. Si alimentano fobie, paranoie e in questo noi anche siamo stati profetici, prevedendo l’allargamento a macchia d’olio della paranoia per tutto il mondo.

Nel 2018, partecipando in prima persona allo Sponz Fest – Salvagg (sarebbe stato più in tema lo Sponz Pest – Sottaterra a dire il vero), avevo urlato al pubblico “Allegri che tra poco si muore”, il titolo del mio primo romanzo, lo sottolineo non senza un sottilissimo intento pubblicitario.