“Le novelle della quarantena”- Giorno 6 – Hikikomori 2020 – AUDIORACCONTO E VIDEO

Testo di Luigi Capone. Voce di Francesco Prudente, Musica di Luigi Bellino. Immagine di copertina di Sara Porcu. Video di Francesco Spagnoletti.

Audioracconto

Hikikomori 2020

L’adolescenza è una malattia, già di suo. Gli ormoni, le turbe psichiche, la prima e traumatica esperienza sessuale, guardarsi allo specchio e trovarsi cambiati di giorno in giorno mentre si è già preoccupati terribilmente per il proprio aspetto fisico, l’obbligo scolastico con il suo carico di compiti sempre maggiore, l’ansia per la competizione dietro un futuro troppo pesante, la preoccupazione, la fine del dialogo con i genitori e infine, doversi trovare dei nuovi amici.

Quasi tutti gli adolescenti attraversano queste fasi ma alcuni si differenziano per quanto riguarda l’ultimo punto (trovarsi dei nuovi amici). Mattia, ad esempio, è un adolescente che si rifiuta di guardarsi allo specchio, che non vuole affrontare il trauma della prima scopata, che va malvolentieri a scuola e ne soffre, che non pensa al futuro, che non parla con i genitori ma nemmeno vuole uscire di casa: è un auto-sequestrato, un recluso volontario che si nutre di pane e psicofarmaci. Si è creato un mondo fatto di video porno e seghe, di chat room segrete, di social antisociali, di televisione, di videogiochi di strategia interminabili, di serie tv dalle più idiote alle più colte, di playstation per giocare a calcio, di lunghissimi romanzi da leggere, di Iphone, Ipad, Mac e I-Watch per simulare completamente la vita che è fuori dall’interno della sua stanza.

La sua finestra affaccia su un cantiere dove verrà costruita una casa e quando si affaccia a guardare, quello è il suo momento di iperrealismo. Inizialmente suonava anche la chitarra, poi è stato assalito dall’impressione che quello fosse uno strumento troppo empatico e adatto alla socializzazione, così l’ha messa da parte. Tuttavia, conosce tanta gente grazie alle chat di Instagram e di Facebook, amici irreali per parlare di calcio, di serie tv e di musica trap, ragazze irreali per simulare rapporti sessuali attraverso l’invio di foto e brevi video. Con una di queste ebbe un rapporto un po’ più assiduo, continuo e appassionato, il suo nickname era lunar2002, Mattia invece si chiamava Aragorn. Con lei, a parte il sesso iconografico, videoamatoriale e verbale, intriso di feticismo, riusciva anche ad argomentare la sua visione dell’esistenza, i suoi pensieri, perché erano molto simili. Non appena tornava da scuola accendeva tutte le apparecchiature per cercare di avere un contatto con lunar2003 e per passare i pomeriggi con lei. I contatti diventarono ancora più fitti quando lo stato decise di chiudere le scuole per mettere in sicurezza gli alunni dal probabile arrivo di una epidemia. Era il sogno di Mattia: poter rimanere finalmente in casa 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Una mattina di febbraio, però, gli schermi dei suoi apparecchi tecnologici iniziarono a tendere alla distopia, improvvisamente. Nel web aleggiava la paura della morte, quella variabile che Mattia non aveva ancora preso in considerazione sinora. Gli apparivano da ogni parte post allarmanti, fotografie di strade vuote e o attraversate da persone con le mascherine, link ad articoli di giornale che parlavano di stragi, di fine del mondo, di pandemia. Tutto il suo mondo digitale iniziò a crollargli addosso, gli si ritorse contro come per contrappasso. La ricerca della pace, della sicurezza interiore e della stabilità che cercava attraverso la sua reclusione abitata da simulatori di vita reale, si stava trasformando velocemente in una ricerca ormai involontaria di auto-terrorizzarsi, una ricerca del PANICO. Quel mondo gli si era appiccicato addosso come un software, non ne poteva fare più a meno, era il suo sistema operativo di base ed eliminarlo avrebbe significato suicidarsi. Era tutto il suo mondo. Ora quel mondo lo stava attaccando e gli stava creando dei veri attacchi di panico violenti, molto più potenti di quelli che lo coglievano in classe. Tutte le sue certezze si erano ormai ridotte a una soltanto: quella di essere infetto. 

Mattia contattò Lunar2002 l’ultimo giorno del bisestile febbraio e le mostrò tutte le sue paure, tutto il suo panico, tutta la sua disperazione. Fu lì che scoprì una sensazione nuova, quella di essere abbandonato, perché le ragazze non volevano stare con ragazzi spaventati. Mattia le aveva fatto credere di essere Aragorn del Signore degli Anelli, invece era solo il povero piccolo e spaventato Mattia. Lunar2002 iniziò a chattare con un altro e il nostro guerriero della Terra di Mezzo, invece, si ritrovò completamente inghiottito dalle fauci di Sauron.

Lascia un commento