Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
16-10-2012 Roma
Politica
Camera - presentazione del libro l'Italia non è finita di Ciriaco De Mita
Nella foto: Ciriaco De Mita
Photo Mauro Scrobogna /LaPresse
16-10-2012 Rome
Politics
Chamber of Depties - Ciriaco De Mita debutig his book Italian history is not ending
In the picture: Ciriaco De Mita

Olimpiadi a Bisaccia, arriva il si di De Mita

Decolla il Progetto Pilota. Piena intesa tra i sindaci dell’Alta Irpinia guidati dal sommo sindaco di Nusco, il Grande G. Le Olimpiadi si terranno a Bisaccia nel 2024. D’accordo anche il sindaco di Roma Virginia Raggi che ha dichiarato “è bellissimo”. A Nusco si terranno già a partire dalla settimana prossima i primi convegni di Alta Politica denominati “Aspettando le Olimpiadi”. Intanto sono già partite le assunzioni in Alta Irpinia. Sbloccati i fondi europei. Qualcuno parla di Nusco capoluogo di provincia nel 2028, per adesso resta il capoluogo dell’Alta Irpinia. Pronti i finanziamenti, i dipendenti comunali, le imprese edili e gli architetti hanno già dichiarato: “si prospetta qualcosa di meglio della ricostruzione post sisma, era quello che stavamo aspettando”.

In estasi anche i paesologi arministi: “avremo occasione di fare milioni di foto con le nostre reflex avellinesi”.

olimpiadibisaccia

cantiere

Irpinia lavori in corso 1980-2015

Anche quest’anno “fa caldo come quando tremò”.

Tutti gli anni.

Ma oggi fa molto freddo e piove. Che cosa dovremmo celebrare oggi? C’è il ricordo dei morti e null’altro, ciò che è rimasto è ben poco. 35 anni dopo il terremoto è rimasto l’anniversario. La suggestione dei numeri.

Rimangono i cantieri e più ne aprono più questo posto fa schifo. Si costruiscono muri finto antichi con l’intenzione di rifarli da capo tra cinque anni.

Rimangono i non luoghi. I mostri e gli ecomostri. Le ditte edili.

Rimane l’Ofantina, la statale aperta e mai completata davvero.

Rimangono le aree industriali in malora. Esperimenti fallimentari. Rimane qualche vecchia barca fabbricata in montagna e qualche automobile Iato. Rimangono i rifiuti tossici.

Rimane la nebbia.

Rimane un paese come Lioni, finto e senza anima, del tutto simile a quello del Truman Show, un paese di cartone.

Rimane Morra col castello rifatto e la statua di De Sanctis che guarda il nulla e la depressione.

Rimane Chiusano con l’insegna hollywoodiana e un paese di balordi da bancone. Rimane San Mango sventrata.

Rimane Conza post atomica, spazzata via, nella palude.

Rimane Nusco con i suoi viscidi insolenti abitanti, tra chi aspetta il posto fisso e chi l’ha avuto e passa il tempo a ricordare i “fasti demitiani”.

Rimane Sant’Angelo con gli uffici chiusi.

Rimane Ariano che guarda la Puglia. Rimangono le pale eoliche.

Rimane Bisaccia con la chiesa a forma di astronave.

Rimane Caposele conficcata in un burrone e un santuario simile ad un centro commerciale.

Rimangono Montella e Bagnoli con le castagne cinesi.

Rimangono poche vacche.

Rimane Avellino che non è il capoluogo di niente.

Rimane Calitri che aspetta di sponzarsi 355 giorni all’anno.

Rimane Cairano, con la rupe e il bar sotto alla rupe.

Rimane chi sta pensando di buttarsi dal balcone.

Rimangono articoli di giornale che riportano costantemente tutto l’anno anche una normale scossa 1.1 non avvertita nemmeno dalle formiche.

Rimane che siamo tutti in paranoia e oggi lo è davvero tutta l’Italia e tutta l’Europa. In Irpinia lo si è sempre stati almeno a partire dal 1980, ma credo anche prima. Qui si confondono i cataclismi con le tragedie programmate.

Rimane questo. E poi rimango io.