cover

“Allegri che tra poco si muore”, un libro paranoico e irpino indirizzato a chi se n’è andato

Oggi mi sono sentito bene per quasi due secondi di fila.

Un chioschetto notturno abitato da ombre, la difficoltà a distinguere l’allucinazione dalla realtà, la precarietà totale di un’esistenza alla deriva, flashback e sensazioni di un moribondo che elabora un lungo testamento. Allegri che tra poco si muore è un romanzo che parla di una generazione e a una generazione. Quella dei nativi digitali, dei precari, degli emotivamente instabili, degli eterni adolescenti divenuti trentenni appassiti. È un’opera che parla di profondo Nord e di profondo Sud, dell’Italia e del mondo, in una teoria di personaggi e scene di genere che si susseguono come irrisolte comparse oniriche. Sono pagine sciolte di prosa spontanea, lasse narrative che danzano intorno a un nucleo, quello dell’amore per una ragazza e – perché no – del senso della vita. La cornice è quella di mille e più bar, che come piccoli limbi di penitenza disegnano situazioni grottesche. Amaro, intensamente depressivo, sconsolato e sconsolante, questo è però anche – inevitabilmente – un libro divertente, di una desolazione catartica che trova nella comicità il suo destino inesorabile.
Dalle solitudini irpine alla vuota vastità degli hinterland padani, si leva una voce narrativa arguta e dolente, che scrive un nuovo capitolo in quel grande e incompiuto libro ideale che è la letteratura dei relitti, degli emarginati, degli sradicati. Di coloro che, per usare la tragica autoironia di Tondelli, si ritrovano periodicamente afflitti dai disturbi dubitativi della decadenza.

LIBRO IN VENDITA AI SEGUENTI LINK:

CASA EDITRICE: https://www.artestampaedizioni.it/prodotto/allegri-che-tra-poco-si-muore/

IBS: https://www.ibs.it/allegri-che-tra-poco-si-libro-luigi-capone/e/9788864625935?inventoryId=111323145

AMAZON: https://www.amazon.it/Allegri-che-tra-poco-muore/dp/8864625933/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1529529032&sr=8-1&keywords=allegri+che+tra+poco+si+muore

alta irpinia

Che cos’è l’Alta Irpinia?

alta irpinia

Questo da dove scrivo è il paese più povero d’Italia, peggio non sta nessuno. Siamo a pari merito solo con altri paesi irpini e forse con qualche paese dell’entroterra calabrese. Anni fa una psicoterapeuta mi disse: questi paesi sono perfetti per l’insorgere di una depressione. Il fatto è che non sono orribili ma nemmeno belli, sono solo estremamente mediocri.

Siamo in Alta Irpinia, sub-regione montuosa e collinare del sud interno dalla bassa densità demografica e dall’alto tasso di suicidi (detiene il primato nel sud insieme alla provincia di Potenza).  Su questa Alta Irpinia si scrive tanto e anche troppo. Il maestro Vinicio Capossela, nato in Germania e stabilitosi nel nord Italia ma di origini andrettesi-calitrane, ha avuto il merito di averla fatta conoscere in giro per l’Italia ma ha tuttavia contribuito a disorientare il pubblico avvolgendo questo territorio intorno a un’aura mitologica e onirica, senza coordinate ben precise.

Ma dunque che cos’è l’Alta Irpinia? È più o meno quella striscia di terra che va da Volturara a Monteverde. L’aggettivo “alta” tende a confondere i cittadini campani, infatti “alta” non si riferisce alla latitudine ma alla longitudine, dunque l’Alta Irpinia non si trova più a nord rispetto ad Avellino e a Napoli ma più a est.

Il capoluogo di provincia da qui è molto lontano (non solo per questioni chilometriche ma anche per ragioni culturali). Tutti quelli che nel capoluogo ci abitano ritengono che Avellino sia un paesone piccolo borghese dove l’unica cosa buona che c’è è il pullman per andare a Napoli. Insomma un quartiere periferico di un’altra città, non un punto di riferimento per la provincia.

Con il Progetto Pilota, recentemente, si è delineato un progetto di sviluppo per quest’area marginale ma non sappiamo assolutamente se funzionerà vista la bassa qualità dei nostri amministratori che si somma ai sempre presenti campanilismi, agli antichi rancori e alle ataviche divisioni. C’è chi è rimasto dentro e chi è rimasto fuori. C’è chi dice X non è Alta Irpinia, c’è chi dice “noi siamo Alta Irpinia e voi noi”. Tutti adesso vogliono entrare in questo Progetto Pilota che promette una pioggia di milioni di euro.

I territori non hanno confini che non siano di origine socio-politica e storica.

L’immagine successiva delinea l’esatto confine tra gli antichi principati (ultra e citra) che corrisponde pressappoco a quello dell’Arcidiocesi attuale di Nusco – Sant’Angelo dei Lombardi – Conza della Campania – Bisaccia, fatta eccezione per le diocesi di Villamaina, Gesualdo e Frigento e di Volturara, Montemarano e Castelfranci che vi sono entrate successivamente.

alta irpinia

Quella a est della linea è dunque storicamente l’Alta Irpinia. Un territorio marginale in cui si parlano dialetti campani ma dalle forti influenze lucane e pugliesi.

Queste zone hanno reali possibilità di diventare un attrattore turistico? Probabilmente no. La speranza è che si collabori per migliorare i servizi fondamentali quali la sanità, le scuole, le vie di comunicazione, i trasporti e per evitare cataclismi ambientali come quello delle trivellazioni petrolifere.  Visto che finora si sono spese cifre gigantesche per lavori di ristrutturazione secondari che fanno sembrare i paesi ancora più vuoti e spopolati siamo pessimisti ma la linea da seguire è quella: accorpamento dei comuni fino ad aggregare almeno cinquantamila abitanti, abolizione delle regioni e delle province per favorire l’autonomia del nuovo territorio, che qualcuno già in tempi non sospetti chiamava “Nuovo Municipio”; la comparsa di un nuovo soggetto che non abbia intermediari tra sé e lo stato italiano, destinato a diventare in futuro regione dello stato europeo…

VIDEO