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“Allegri che tra poco si muore”, un libro paranoico e irpino indirizzato a chi se n’è andato

Oggi mi sono sentito bene per quasi due secondi di fila.

Un chioschetto notturno abitato da ombre, la difficoltà a distinguere l’allucinazione dalla realtà, la precarietà totale di un’esistenza alla deriva, flashback e sensazioni di un moribondo che elabora un lungo testamento. Allegri che tra poco si muore è un romanzo che parla di una generazione e a una generazione. Quella dei nativi digitali, dei precari, degli emotivamente instabili, degli eterni adolescenti divenuti trentenni appassiti. È un’opera che parla di profondo Nord e di profondo Sud, dell’Italia e del mondo, in una teoria di personaggi e scene di genere che si susseguono come irrisolte comparse oniriche. Sono pagine sciolte di prosa spontanea, lasse narrative che danzano intorno a un nucleo, quello dell’amore per una ragazza e – perché no – del senso della vita. La cornice è quella di mille e più bar, che come piccoli limbi di penitenza disegnano situazioni grottesche. Amaro, intensamente depressivo, sconsolato e sconsolante, questo è però anche – inevitabilmente – un libro divertente, di una desolazione catartica che trova nella comicità il suo destino inesorabile.
Dalle solitudini irpine alla vuota vastità degli hinterland padani, si leva una voce narrativa arguta e dolente, che scrive un nuovo capitolo in quel grande e incompiuto libro ideale che è la letteratura dei relitti, degli emarginati, degli sradicati. Di coloro che, per usare la tragica autoironia di Tondelli, si ritrovano periodicamente afflitti dai disturbi dubitativi della decadenza.

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Lapo Elkann, l’escort transessuale è originaria di Scampitella.

La notizia arriva in mattinata, in paese non si parla d’altro. L’escort transessuale delle notti focose con Lapo, C.M. 29 anni, sarebbe originaria di Scampitella, lo riportano gli anziani del posto. Sebbene di cittadinanza americana, avrebbe infatti una zia di Scampitella e forse un prozio di Villanova del Battista.

Stessa cosa vien detta nel borgo di Villanova del Battista dove si contesta la paternità dell’ormai celebre escort. Siamo in attesa di ulteriori aggiornamenti.

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San Michele di Serino, boom di presenze per GIGIONE (FOTO e VIDEO)

Arriviamo a San Michele di Serino con l’umidità al 99,9% dopo esserci persi in una campagna di Cesinali. Già tre ore prima del concerto ci sono migliaia di macchine parcheggiate in ogni angolo del paese, tutte venute per Gigione, nome d’arte di Luigi Ciaravola, 69 anni portati benissimo Il grande artista di Boscoreale si fa attendere, sale sul palco prima la bella Menayt, sua figlia, che intrattiene il pubblico per quasi un’ora. Nell’attesa degustiamo dell’ottimo musso re puorco, conservandocene una vaschetta da regalare al genio di Boscoreale e acquistiamo un cd di Gigione dal fan club ufficiale.albumgigione

Quando Ciaravola sale sul palco ci sono più di tremila persona in piazza. Il concerto parte in quinta con Trapanarella ed è un tripudio di gioia. Zia Carmelina con la dentiera canta tutte le canzoni e c’è anche una grande presenza di bambini festanti. Ma la vera sorpresa è la massiccia presenza di giovani tra i 20 ai 35 anni. La musica di Gigione coinvolge tutti, soprattutto i giovani, forse è il nuovo sound che tutti stavamo cercando. Nonostante l’umidità il concerto va avanti per due ore e Luigi Ciaravola resta a mezze maniche. Salta e canta ed è in piena forma, invita il pubblico a salire sul palco, regala un cd della Campagnola a una fan agitata. Quando parte “o ballo r’o cavallo” Gigione è nella folla a capo di un trenino. Sembra Capodanno, è tutto bellissimo. Con l’eccezione di “Lauretta mia” (bella e commovente) ogni canzone è da ballare e coinvolge tutta la piazza piena, circa tremila persone.

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Ormai seguiamo Gigione in tour ovunque e siamo abituati ad andare a parlarci dietro al palco, ma stavolta abbiamo un regalo per lui, fatto col cuore, sua maestà Lu Mussu Ri Puorco. Ecco il video del grande incontro.

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Fan di Gigione accampati davanti allo stadio di San Michele di Serino

Da questa mattina all’alba frotte di giovani si sono accampati davanti allo stadio comunale di San Michele di Serino in attesa del concerto di Gigione, alias Luigi Ciaravola, 69 anni portati benissimo, noto anche come “il Bruce Springsteen dell’entroterra irpino”.

Tutto pronto per il concerto, voci di corridoio vogliono che saranno presenti anche i figli del celebre cantautore, Jo Donatallo e Menayt, e i fan sono già in delirio.

Segnaliamo inoltre che è già arrivato il camioncino di “o pere e o musso”, quindi tutto pronto davvero. Manca solo lui.

 

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(in foto: ‘O parente)

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GIGIONE BATTE ANCHE I COLDPLAY (VIDEO E FOTO)

Nella serata di ieri il noto artista di Boscoreale (NA), detto anche “il Bob Dylan dell’entroterra irpino”, si è esibito in concerto con i Coldplay ad Avellino, nella splendida cornice del cantiere bloccato sui ruderi di Piazza Castello.

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Non c’è stata storia: il gruppo pop britannico per ragazzini smidollati non ha retto all’onda travolgente di brani come Giovanna minigonna, ‘A campagnola, Te piace ‘o gelatino, l’inossidabile Trapanarella e l’irresistibile ‘O ballo r’o cavallo. La folla in delirio avrebbe snobbato la band inglese mettendosi in coda invece per avere un autografo di Luigi Ciaravola, 69 anni portati alla grande. Coldplay battuti e umiliati. Se ne tornino in Inghilterra. Trionfo per Gigione che vede un SOLD OUT anche stasera a San Michele di Serino, da non perdere. Lo aspettiamo stasera da solo (e chi se ne frega dei Coldplay) a San Michele di Serino per un’altra serata storica.

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Il 12 marzo 2017 sarà di nuovo sul palco insieme ai Coldplay a Casalnuovo di Napoli per dare l’ennesima lezione di musica ai bimbiminkia senza carisma che ascoltano pop moscio inglese. “Coldplay are for boys, Gigione is for men” come si leggeva sopra ad uno striscione ad Avellino.

Il mito di Gigione, con il quale siamo cresciuti oltre ad averci regalato ricordi indimenticabili, alla fine della serata ci ha anche concesso un meraviglioso video per salutare i fan di Irpinia Paranoica, che vi proponiamo qui sotto. Per fortuna esistono ancora artisti del genere. Stasera è d’obbligo andare a San Michele di Serino, saremo tempestivi sugli aggiornamenti.

 

 

 

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GIGIONE BATTE CAPOSSELA – VIDEO E FOTO

Una giornata che rimarrà nella storia della cultura irpina. L’evento dell’estate irpina 2016 e direi anche dell’ultimo decennio: Gigione, all’anagrafe Luigi Ciavarola, 70 anni (e non li dimostra), di Boscoreale (NA) si è esibito nella piazza centrale di Chiusano di San Domenico davanti a una follia di quasi 10mila persone. La bellezza del borgo di Chiusano di San Domenico con la sua musica con la sua musica non ha rivali. Il liscio romagnolo trapiantato a Calitri perde contro la melodia chiusanese. Netta sconfitta per tutta l’Alta Irpinia. La cultura regna nella Media Valle del Calore, la vera regina del turismo, e il suo cuore è Chiusano.

Arriviamo alle ore 17:00. Parcheggiamo poco distante dal centro del paese dietro una già lunga fila di macchine. Un bel paese pieno di bar, uno ogni tre metri. Ci accolgono bene al Bar New Generation, dove si parla di Irpinia Paranoica e bevono amaro, ne beviamo uno anche noi.

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In attesa del mega evento della sera ci avviciniamo al furgoncino di “o parente” che taglia “musso ri puorco” condito con abbondante sale e limone. Ne prendiamo una bella vaschetta in plastica e la mangiamo tra il marciapiede e l’asfalto, mentre mi portano una Peroni calda.

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L’emozione è troppa. La signorina del bar mi concede di collegarmi alla rete wi-fi dal mio cellulare morente e così posso finalmente pubblicare una foto del palco di Gigione su Facebook.

Fuochi d’artificio folgoranti. Veniamo a conoscenza del fatto che si esibiranno anche i figli di Gigione, Joe Donatello e la bella Menaìt e aumenta l’attesa. Sale sul palco Joe Donatello e con “Giovanna ‘a minigonna” esplode la piazza e Zi Nicola si scatena in una danza forsennata. Da vedere al link: https://www.facebook.com/gina.sessa.9/videos/1824527827778971/

Pura gioia. Le nostre menti iniziano a ripercorrere i successi di Gigione come “Padre Pio”. “O ballo r’o cavallo”, ma soprattutto “’A campagnola”, siamo tutti in attesa di ascoltarla e di vederla “cu chelle zizze a fore”. Comm’è bella ‘a campagnola! E siamo campagnoli podolici ruspanti pure noi. Pronti per “o ballo r’o cavallo” con una chiusanese.

Non avete idea di cosa vuol dire, soprattutto se siete tra quegli avellinesi radical chic che in massa vanno a mangiare le cannazze insipide a Calitri.  Gigione rappresenta il “paese reale”, rappresenta la VERA IRPINIA, le nostre vere radici, le nostre vere tradizioni popolari e la nostra vera indole.

E poi appare Gigione sul palco con il suo leggendario cappellino.

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È un tripudio di gioia.

Il primo pezzo è “Bella ciociara”, indimenticabile ballad dalle atmosfere esotiche.

Si prosegue con Zinico e poi a sorpresa arriva “a campagnola”. Mi tuffo nel pubblico, si poga. Ma non ho il tempo di respirare che arriva la celeberrima “Papa Francesco” seguita da “Cicirinella”. Mi manca il fiato. È un’ondata di giovani disadattati, ottantenni e famiglie con passeggini che danzano.

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Un’altra sorpresa subito dopo, il medley di “il ballo del pisello” e “o ballo r’o cavallo”. Una bella novità. E proprio mentre la stavamo aspettando arriva anche la meravigliosa cover di Alvaro Soler, “Sofia”, sembra un sogno. Ormai siamo tutti ubriachi e felici e ci sbrodoliamo il musso di puorco addosso dalla gioia. Siamo tutti unti e sudati. E mentre mangiamo avidamente il musso di puorco in vaschetta Gigione ci delizia con “a mulignana”. Cantiamo e mangiamo puorco. Dopo l’assaggio inizia di “o ballo r’o cavallo” il nostro Ciavarola ci suona anche “o ballo r’o cavallo intera” innescando un forsennato trenino con proprio lui, il genio di Boscoreale capofila.

“Abbiamo capito che la sua fonte di ispirazione è Mick Jagger” osserva acutamente un fan sulle note di “Lauretta”, seguita da “Gino il camionista”. Bella anche “l’uccellino della comare”, l’artista non sbaglia un colpo, non delude in nessun pezzo.

Prosegue la scaletta in ordine con À carcioffola, O surdato nnammurato, Trapanarella, Letizia. A dir poco fantastica a chiudere la performance de “la molisana” di cui abbiamo anche un video.

Il concerto dura soltanto due ore, trascorse letteralmente in un attimo e andiamo in cerca di autografi. Proviamo a dare la maglietta di Irpinia Paranoica a Gigione ma il nostro grande Ciavarola fugge via tra le fans in delirio. Tuttavia concede le foto a tutti i fans e non si risparmia assolutamente.

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Andremo a vederlo sicuramente alla prossima sagra o festa patronale, forse lo seguiremo in tour a Greci.

Tornando per le curve penso che vorrei trasferirmi a Chiusano. Complimenti a tutti e grazie per la serata. Per le curve di Montemarano supero il posto di blocco dei carabinieri con l’etilometro e finalmente posso dire che ce l’ho fatta. La storia è stata fatta. Posso morire felice. Ho visto Gigione. Ho mangiato lu musso ri puorco. Sono stato con persone fantastiche. Mi dispiace tornare indietro.

Sarebbe ora che la vera Irpinia pensi di dare la cittadinanza onoraria a Gigione in quest’altra parte dell’Irpinia, più genuina, più accogliente, più verde e più affascinante.