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Sant’Angelo dei Degradi, ultimo episodio della Sagra

Parcheggio selvaggio, arrivi in piazza e trovi le bancarelle dei marocchini, di tielle e di ogni accessorio inutile. Poi nell’angusto centro storico dove si faceva difficile scorgere i mini stand. Cafonazzi e napoletani a destra e manca. Niente di invitante per poterti fermare a mangiare. Caciocavalli impiccati in ogni dove. Gente riunita sotto il palco del cristo a ballare andiamo a comandare. Un bazar di Tunisi è assai più ordinato. Gli unici a non essere fuori luogo sono proprio i marocchini e la loro mercanzia.

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Il Degrado Massimo arriva quando i ragazzini ubriachi iniziano a cantare la nota hit commerciale “Andiamo a comandare” con la statua di Cristo che li guarda a braccia aperte.

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La Sagra delle Sagre poteva essere solo a Sant’Angelo dei Sant’Angeli, perché qui ci si sente superiori agli altri paesi senza nessun senso logico, e ci si sente quindi superiori alle sagre di Montella, Bagnoli e Cassano. Sant’Angelo dei Sant’Angeli perché è più Sant’Angelo di Sant’Angelo all’Esca, di Sant’Angelo a Scala, di Sant’Angelo a Cupolo e degli altri Sant’Angeli. È il migliore Sant’Angelo del mondo. È Sant’Angelo über alles. Uffici pubblici e carne ri puorco.

Qualche fascista scrive su Facebook “boia chi molla”, e “sant’angelo fino alla fine”. Un paese completamente fuori dal mondo e dalla realtà.

 

 

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