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San Michele di Serino, boom di presenze per GIGIONE (FOTO e VIDEO)

Arriviamo a San Michele di Serino con l’umidità al 99,9% dopo esserci persi in una campagna di Cesinali. Già tre ore prima del concerto ci sono migliaia di macchine parcheggiate in ogni angolo del paese, tutte venute per Gigione, nome d’arte di Luigi Ciaravola, 69 anni portati benissimo Il grande artista di Boscoreale si fa attendere, sale sul palco prima la bella Menayt, sua figlia, che intrattiene il pubblico per quasi un’ora. Nell’attesa degustiamo dell’ottimo musso re puorco, conservandocene una vaschetta da regalare al genio di Boscoreale e acquistiamo un cd di Gigione dal fan club ufficiale.albumgigione

Quando Ciaravola sale sul palco ci sono più di tremila persona in piazza. Il concerto parte in quinta con Trapanarella ed è un tripudio di gioia. Zia Carmelina con la dentiera canta tutte le canzoni e c’è anche una grande presenza di bambini festanti. Ma la vera sorpresa è la massiccia presenza di giovani tra i 20 ai 35 anni. La musica di Gigione coinvolge tutti, soprattutto i giovani, forse è il nuovo sound che tutti stavamo cercando. Nonostante l’umidità il concerto va avanti per due ore e Luigi Ciaravola resta a mezze maniche. Salta e canta ed è in piena forma, invita il pubblico a salire sul palco, regala un cd della Campagnola a una fan agitata. Quando parte “o ballo r’o cavallo” Gigione è nella folla a capo di un trenino. Sembra Capodanno, è tutto bellissimo. Con l’eccezione di “Lauretta mia” (bella e commovente) ogni canzone è da ballare e coinvolge tutta la piazza piena, circa tremila persone.

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Ormai seguiamo Gigione in tour ovunque e siamo abituati ad andare a parlarci dietro al palco, ma stavolta abbiamo un regalo per lui, fatto col cuore, sua maestà Lu Mussu Ri Puorco. Ecco il video del grande incontro.

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La grande abbuffata domenicale in Alta Irpinia. 18 km di traffico per andare a scofanarsi a sancilardo

Voleva solo andare a mangiare li cravaiuoli e la carne arrustuta a volontà e venire a sentire Gigione a San Michele di Serino insieme al resto della redazione.

Così è iniziato l’incubo del nostro inviato che è rimasto bloccato sulla Fondo Valle Sele mentre stava provando a raggiungere insieme alla nonna e alla zia un ristorante del comune di Caposele. E’ ancora lì e ci ha mandato un messaggio di SOS. Molti hanno fatto inversione di marcia e sono andati a mangiare nel comune di Calabritto.

Un assalto composto soprattutto dai peggiori avellinesi e da alcuni abitanti di Battipaglia. Come ogni domenica. Problemi anche a Nusco.

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
16-10-2012 Roma
Politica
Camera - presentazione del libro l'Italia non è finita di Ciriaco De Mita
Nella foto: Ciriaco De Mita
Photo Mauro Scrobogna /LaPresse
16-10-2012 Rome
Politics
Chamber of Depties - Ciriaco De Mita debutig his book Italian history is not ending
In the picture: Ciriaco De Mita

Olimpiadi a Bisaccia, arriva il si di De Mita

Decolla il Progetto Pilota. Piena intesa tra i sindaci dell’Alta Irpinia guidati dal sommo sindaco di Nusco, il Grande G. Le Olimpiadi si terranno a Bisaccia nel 2024. D’accordo anche il sindaco di Roma Virginia Raggi che ha dichiarato “è bellissimo”. A Nusco si terranno già a partire dalla settimana prossima i primi convegni di Alta Politica denominati “Aspettando le Olimpiadi”. Intanto sono già partite le assunzioni in Alta Irpinia. Sbloccati i fondi europei. Qualcuno parla di Nusco capoluogo di provincia nel 2028, per adesso resta il capoluogo dell’Alta Irpinia. Pronti i finanziamenti, i dipendenti comunali, le imprese edili e gli architetti hanno già dichiarato: “si prospetta qualcosa di meglio della ricostruzione post sisma, era quello che stavamo aspettando”.

In estasi anche i paesologi arministi: “avremo occasione di fare milioni di foto con le nostre reflex avellinesi”.

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Fan di Gigione accampati davanti allo stadio di San Michele di Serino

Da questa mattina all’alba frotte di giovani si sono accampati davanti allo stadio comunale di San Michele di Serino in attesa del concerto di Gigione, alias Luigi Ciaravola, 69 anni portati benissimo, noto anche come “il Bruce Springsteen dell’entroterra irpino”.

Tutto pronto per il concerto, voci di corridoio vogliono che saranno presenti anche i figli del celebre cantautore, Jo Donatallo e Menayt, e i fan sono già in delirio.

Segnaliamo inoltre che è già arrivato il camioncino di “o pere e o musso”, quindi tutto pronto davvero. Manca solo lui.

 

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(in foto: ‘O parente)

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Benigni assente al funerale di Dario Fo e poi a cena con Renzi (VIDEO)

 

La differenza tra un giullare e un buffone di corte è tutta qui. Roberto Benigni, comico che non fa ridere venduto al potere, dopo averci dato lezioni sulla Costituzione in tv in maniera patetica si trasforma definitivamente nel servo del Pinocchio di Firenze. Volato a cena con Renzi direttamente da Obama, amico di americani e neoliberisti sfrenati, autoritari e bugiardi come Renzi. Senza spina dorsale al punto da non allontanarsi mai dalle direttive imposte dal Pd.

La motivazione per il Nobel a Dario Fo: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”. La motivazione dell’Oscar a Benigni fu invece aver cambiato la realtà storica sostituendo un carro armato sovietico con uno americano nel suo “la vita è bella”.

Chissà cosa gli avrebbe detto Massimo Troisi. Non ci resta che bestemmiare.

Davvero vergognoso l’attacco al premio Nobel da parte di intellettuali e giornalisti che lo hanno etichettato come grillino e fascista, dopo essere stato per tutta la vita dalla parte dei deboli e degli oppressi. Attaccato dalla sinistra Pd in accordo con la viscida destra di Brunetta.

Isolato per tutta la vita dalla sinistra ipocrita filogovernativa e benpensante, Fo si augurò che prima o poi anche Bob Dylan vincesse il Nobel. Ora che è successo davvero e Fo non c’è più assistiamo allo spettacolo stucchevole di intellettuali di sinistra come Baricco che, sentendosi sempre i primi della classe, radical chic di natura, si indignano e reclamano un premio prestigioso per sé.

Un ultimo saluto a Dario Fo, siamo cresciuti con il suo “mistero buffo” e con il suo “grammelot”, e pensiamo che le ultime vicende politiche che lo hanno riguardato (l’adesione al m5s) non possano minimamente scalfire la grandezza di questo genio che portava cultura e buonumore nelle nostre vite e che è stato il regista teatrale più rappresentato al mondo, più di Goldoni, Pirandello ed Eduardo. Avremmo dovuto dargli un altro Nobel per non aver fatto la fine di Benigni.

Ciao DARIO.

 

 

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GIGIONE BATTE ANCHE I COLDPLAY (VIDEO E FOTO)

Nella serata di ieri il noto artista di Boscoreale (NA), detto anche “il Bob Dylan dell’entroterra irpino”, si è esibito in concerto con i Coldplay ad Avellino, nella splendida cornice del cantiere bloccato sui ruderi di Piazza Castello.

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Non c’è stata storia: il gruppo pop britannico per ragazzini smidollati non ha retto all’onda travolgente di brani come Giovanna minigonna, ‘A campagnola, Te piace ‘o gelatino, l’inossidabile Trapanarella e l’irresistibile ‘O ballo r’o cavallo. La folla in delirio avrebbe snobbato la band inglese mettendosi in coda invece per avere un autografo di Luigi Ciaravola, 69 anni portati alla grande. Coldplay battuti e umiliati. Se ne tornino in Inghilterra. Trionfo per Gigione che vede un SOLD OUT anche stasera a San Michele di Serino, da non perdere. Lo aspettiamo stasera da solo (e chi se ne frega dei Coldplay) a San Michele di Serino per un’altra serata storica.

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Il 12 marzo 2017 sarà di nuovo sul palco insieme ai Coldplay a Casalnuovo di Napoli per dare l’ennesima lezione di musica ai bimbiminkia senza carisma che ascoltano pop moscio inglese. “Coldplay are for boys, Gigione is for men” come si leggeva sopra ad uno striscione ad Avellino.

Il mito di Gigione, con il quale siamo cresciuti oltre ad averci regalato ricordi indimenticabili, alla fine della serata ci ha anche concesso un meraviglioso video per salutare i fan di Irpinia Paranoica, che vi proponiamo qui sotto. Per fortuna esistono ancora artisti del genere. Stasera è d’obbligo andare a San Michele di Serino, saremo tempestivi sugli aggiornamenti.

 

 

 

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Leonarda, la serial killer di Montella (VIDEO)

Moriva oggi una donna irpina che sarebbe rimasta tristemente nella storia.
Nata a Montella nel 1894, Leonarda Cianciulli è più nota come “la saponificatrice di Correggio”, per i numerosi omicidi compiuti in Emilia e soprattutto per la modalità di saponificazione dei cadaveri. Fu probabilmente la prima serial killer donna. Ebbe un’infanzia profondamente infelice in cui soffrì di epilessia, successivamente tentò numerose volte il suicidio. In seguito a vari crimini avvenuti tra l’Alta Irpinia e la Lucania fu dichiarata parzialmente insana di mente. Maledetta dalla madre dopo il suo matrimonio abortì tre volte e fu segnata profondamente da questi episodi.

Si legge nel suo diario, “Confessioni di un’anima amareggiata”:

« Cercai due volte di impiccarmi; una volta arrivarono in tempo a salvarmi e l’altra si spezzò la fune. La mamma mi fece capire che le dispiaceva di rivedermi viva. Una volta ingoiai due stecche del suo busto, sempre con l’intenzione di morire e mangiai dei cocci di vetro: non accadde nulla. »

Traferitasi a Correggio, aderì al Partito Fascista, e, approfittandosi del fatto di essere benvoluta in paese, attirò tre donne nella sua trappola, invitandole a tenere conversazioni a casa sua doveva gli offriva dei dolciumi.

Dopo averle ammazzate con un’ascia le tre donne finirono per essere bollite. Si legge ancora nel suo diario:
« Finì nel pentolone, come le altre due (…); ma la sua carne era grassa e bianca: quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose ».

Oltre alle saponette sappiamo anche che utilizzava il sangue delle vittime nella preparazione di biscotti e pasticcini, probabilmente quelli che offriva alle amiche.

“Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comperato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno, lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, e mescolai il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io”.

Numerose le rappresentazioni teatrali in tutta Italia per quella che fu probabilmente la prima serial killer donna nostrana dai risvolti psicologici inquietanti. Dalle parti di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, tutti conoscono questa storia perché gliel’hanno raccontata in famiglia. Se ne parla anche nel primo libro di Luciano Ligabue, “Fuori e dentro il borgo”(1997) da cui fu tratto il film “Radiofreccia”.  Un film del 1977, “Gran bollito”, ripercorre invece in maniera magistrale le azioni criminose di Leonarda (interpretata dalla bravissima Shelly Winters)  sul finire degli anni ’30. Un film particolare e affascinante, dal registro grottesco, indubbiamente unico. Nel febbraio 2011 l’irpina Rosaria Cianciulli ha portato al Festival di Cannes un ottimo cortometraggio intitolato “Leonarda” che narra la complessa storia psicologica della saponificatrice.

Quando fu catturata, nel 1946, davanti a magistrati e avvocati, in soli dieci minuti sezionò il cadavere di un vagabondo morto in ospedale e procedette con le tecniche di saponificazione.

Morì nel manicomio di Pozzuoli, il 15 ottobre 1970, stroncata da apoplessia cerebrale.

Ancora oggi, in criminologia, continua ad essere un caso molto studiato.

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Quando c’era il compagno Berlusconi

 (ricordi di una militanza antiberlusconiana)

“L’illusione più grande che ci ha venduto Berlusconi è stata l’antiberlusconismo”, così scriveva il Manifesto. Ma se l’antiberlusconismo è morto ci ha lasciato anche tanti altri ricordi di quel piccolo mondo corrotto “un po’ cazzaro”. Ci ha lasciato suo figlio Renzi, giovane massone fiorentino populista e antidemocratico acclamato dalla #sinistra e dalla #destra. Un capolavoro politico. Adesso sì che Berlusconi si è davvero comprato tutti, avremmo detto.

Ah! Come dimenticare i bei tempi dei girotondi contro Berlusconi per l’articolo 18 abolito poi da Renzi, con Nanni Moretti in piazza che con la sciarpetta rossa urlava: “questa sinistva con questa classe divigente, non vincevà mai”.

Il NO dei militanti giunti a piazza San Giovanni (persino noi dall’Irpinia e da Nusco) con un pullman pagato dalla CGIL per dire NO al referendum costituzionale, alla riforma della scuola, alla riforma della giustizia e al ponte sullo stretto di Messina.

Il concertino alla festa dell’Unità in paese con tanto rock politicizzato e salsicce alla brace.

Ma ricordo anche il compagno Bertinotti, convertitosi poi a Comunione e Liberazione, che beveva champagne con Bruno Vespa e Valeria Marini mentre indagava sul disagio della classe operaia.

Roberto Benigni alla tv contro tutto ciò che avrebbe fatto il governo Renzi.

I Modena City Ramblers al primo maggio con Cofferati acclamato come uno star londinese. La prima kefiah.

E come dimenticare l’entusiasmo per l’ingresso nell’euro, nonostante il professor Prodi l’avesse barattato in cambio di sangue e sacrifici. Come dimenticare la sua frase: “Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”. Senza sapere che non avremmo mai più lavorato né visto euro.

L’ho capito anch’io, confesso, con troppi anni di ritardo. Il vero comunista è stato Silvio Berlusconi, tutti gli altri dei grandissimi paraculi, quelli che dopo la morte di Dario Fo hanno continuato ad offenderlo. Berlusconi ha fatto di più per il comunismo che diecimila Bertinotti. Lenin gli sarebbe stato riconoscente.