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Quando c’era il compagno Berlusconi

 (ricordi di una militanza antiberlusconiana)

“L’illusione più grande che ci ha venduto Berlusconi è stata l’antiberlusconismo”, così scriveva il Manifesto. Ma se l’antiberlusconismo è morto ci ha lasciato anche tanti altri ricordi di quel piccolo mondo corrotto “un po’ cazzaro”. Ci ha lasciato suo figlio Renzi, giovane massone fiorentino populista e antidemocratico acclamato dalla #sinistra e dalla #destra. Un capolavoro politico. Adesso sì che Berlusconi si è davvero comprato tutti, avremmo detto.

Ah! Come dimenticare i bei tempi dei girotondi contro Berlusconi per l’articolo 18 abolito poi da Renzi, con Nanni Moretti in piazza che con la sciarpetta rossa urlava: “questa sinistva con questa classe divigente, non vincevà mai”.

Il NO dei militanti giunti a piazza San Giovanni (persino noi dall’Irpinia e da Nusco) con un pullman pagato dalla CGIL per dire NO al referendum costituzionale, alla riforma della scuola, alla riforma della giustizia e al ponte sullo stretto di Messina.

Il concertino alla festa dell’Unità in paese con tanto rock politicizzato e salsicce alla brace.

Ma ricordo anche il compagno Bertinotti, convertitosi poi a Comunione e Liberazione, che beveva champagne con Bruno Vespa e Valeria Marini mentre indagava sul disagio della classe operaia.

Roberto Benigni alla tv contro tutto ciò che avrebbe fatto il governo Renzi.

I Modena City Ramblers al primo maggio con Cofferati acclamato come uno star londinese. La prima kefiah.

E come dimenticare l’entusiasmo per l’ingresso nell’euro, nonostante il professor Prodi l’avesse barattato in cambio di sangue e sacrifici. Come dimenticare la sua frase: “Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”. Senza sapere che non avremmo mai più lavorato né visto euro.

L’ho capito anch’io, confesso, con troppi anni di ritardo. Il vero comunista è stato Silvio Berlusconi, tutti gli altri dei grandissimi paraculi, quelli che dopo la morte di Dario Fo hanno continuato ad offenderlo. Berlusconi ha fatto di più per il comunismo che diecimila Bertinotti. Lenin gli sarebbe stato riconoscente.

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